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la vicenda
15 Maggio 2025 - 09:50
Le perquisizioni dei carabinieri a casa dei genitori di Andrea Sempio, a Garlasco (foto di Jose Lattari)
Sono state perquisizioni lunghe e «accurate» quelle effettuate ieri, come riferisce il legale di Andrea Sempio, Massimo Lovati, che lo difende insieme alla collega Angela Taccia. «Perquisizioni uguali a tante altre – spiega l’avvocato Lovati – Hanno portato via telefoni e altri dispositivi. Del telefono del padre è stata fatta una copia forense, per quello della madre non è stato possibile, ed quindi stato preso. E poi sono state portate via delle carte, diari e altri incartamenti».
Il difensore di Sempio rimane scettico su queste nuove indagini: «Si continuano a ripercorrere strade già battute, sembra che non sappiano dove andare a parare. Le ricerche dell’attizzatoio nel canale? Più ridicolo, che assurdo».
L’avvocato Angela Taccia ha riferito che Sempio si è mostrato «tranquillo», dando «piena disponibilità» alle attività dei carabinieri.
I GENITORI DI CHIARA POGGI «ANCORA UNA VOLTA BASITI»
«Ancora una volta basiti». È lo stato d’animo dei genitori di Chiara Poggi di fronte a questi ultimi sviluppi, a quasi 18 anni dall’omicidio e dopo una sentenza definitiva di condanna emessa nei confronti del fidanzato Alberto Stasi. I familiari della vittima hanno più volte spiegato di non credere al coinvolgimento di Andrea Sempio.
Ieri il loro legale, Francesco Compagna, ha dichiarato: «La famiglia Poggi è rimasta ancora una volta basita per quanto sta accadendo. Il nostro ordinamento attribuisce alle Procure un amplissimo potere in fase di indagini, ma non per questo gli inquirenti possono collocarsi al di sopra della giurisdizione, ignorando quanto accertato in un giusto processo, valorizzando, a distanza di quasi 20 anni, delle ipotesi stravaganti, e creando in tal modo i presupposti per una loro immediata diffusione sugli organi di stampa. Il rispetto per le persone coinvolte in una così tragica vicenda – ha concluso l’avvocato Compagna – e ora nuovamente esposte a sofferenze indicibili, richiederebbe, a nostro avviso, un maggior rigore nella valutazione dei dati probatori e nella tutela della riservatezza degli eventuali accertamenti ritenuti opportuni».
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