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Venerdì mattina in Tribunale

Omicidio Chiara Poggi, l’udienza a Pavia per il conferimento dell’incarico ai periti

L'avvocato di Stasi: «Ci aspettiamo che l'indagine riscriva la storia». Il legale della famiglia Poggi: «Bene le ricerche, ma perché non farle prima?».

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

16 Maggio 2025 - 11:57

Omicidio Chiara Poggi, l’udienza a Pavia per il conferimento dell’incarico ai periti

È iniziata la seconda udienza dell'incidente probatorio in Tribunale a Pavia per il conferimento degli incarichi peritali davanti al giudice per le indagini preliminari Daniela Garlaschelli. Le attività investigative, che vedono attualmente un unico indagato Andrea Sempio, stanno ripercorrendo piste trascurate in passato e hanno portato negli ultimi giorni a nuove perquisizioni tra Garlasco, Voghera e in un canale a Tromello.

L’attenzione degli inquirenti è concentrata sui nuovi accertamenti scientifici sui reperti. Il commissario Denise Albani, genetista e allieva del professor Emiliano Giardina (consulente inizialmente indicato dal Gip e poi ricusato per una sua intervista televisiva rilasciata nel 2017), sarà incaricata di rivalutare i risultati presentati nel processo d’appello bis del 2014 dal genetista Francesco De Stefano. È stato inoltre individuato il perito dattiloscopico Domenico Marchigiani, funzionario della Scientifica di Milano.

In particolare, si procederà a nuove analisi su una sessantina di reperti già acquisiti negli anni passati e custoditi tra il Tribunale di Pavia e il Ris di Parma. Tra questi, ci sarebbero anche tre impronte digitali non identificate trovate su due cartoni della pizza che Chiara e il suo fidanzato, Alberto Stasi, avevano mangiato la sera prima dell’omicidio.

LEGALE E CONSULENTE DELLA FAMIGLIA POGGI SULLE NUOVE INDAGINI

A sottolineare la portata (e i limiti) di questa riapertura delle indagini è Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi. «Non mi sorprende per niente che le indagini siano arrivate a Tromello, quello che mi sorprende è che queste cose non venissero fatte prima. Ma bene che vengano fatte», ha dichiarato entrando in Tribunale. E ha aggiunto: «Anzi, io direi: Garlasco è piena di canali, anche vicino a casa di Stasi, perché non andare a guardare». Il riferimento è alle recenti perlustrazioni nei corsi d’acqua della zona, ritenuti potenziali luoghi di occultamento di elementi utili all’inchiesta.

Davide Radaelli, consulente della famiglia Poggi, ha osservato: «Se a 18 anni di distanza siamo ancora di fronte a questa situazione, evidentemente qualcosa in più poteva essere fatto». Rispetto agli ultimi sviluppi ha poi detto:«Mi limito a quelli che sono gli elementi emersi nel processo di rinvio della Cassazione. Prendiamo atto di quanto viene evidenziato nella conclusione della perizia; per tutto quello che è avvenuto dopo, ci mettiamo a disposizione per collaborare con le indagini avviate dall'autorità giudiziaria».

L'AVVOCATO DI ALBERTO STASI

L'avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi – condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio nel 2015 e oggi in regime di semilibertà – ha parlato questa mattina ai cronisti davanti al Tribunale: «Oggi è una tappa importante ma ce ne saranno altre, anche d'indagine. Noi vogliamo osservare questa inchiesta ancora per molto tempo. L'ipotesi di una revisione in caso di novità per noi è al momento in secondo piano». E ha aggiunto: «Vedo che gli inquirenti hanno grande determinazione. Noi ci aspettiamo che questa indagine possa riscrivere questa storia».

Notizia in aggiornamento

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