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Omicidio di Garlasco
21 Maggio 2025 - 12:11
Gli avvocati di Andrea Sempio contestano la consulenza disposta dalla Procura di Pavia sulle impronte, consulenza che a loro avviso non può essere considerata una perizia vera e propria, ma soltanto un documento tecnico di parte. «Quella della Procura è una mera consulenza tecnica di parte, non una perizia — ha dichiarato l’avvocato Angela Taccia — È solo ciò che dice una parte, senza averlo verificato in contraddittorio. Chi vivrà, vedrà».
Al centro delle contestazioni c’è l’impronta del palmo di una mano rinvenuta sulla parete destra delle scale che portano alla taverna, vicino a dove fu trovato il corpo di Chiara Poggi. Secondo quanto riportato nella consulenza tecnica dei pm, l’impronta sarebbe riconducibile proprio a Sempio, all’epoca amico stretto di Marco, fratello della vittima.
Ma la difesa dell’indagato non si limita a contestare il metodo e sottolinea anche un altro aspetto ritenuto cruciale: la familiarità di Sempio con l’intera abitazione dei Poggi.
Andrea «ha frequentato ogni angolo della casa, tranne la camera da letto dei genitori di Chiara e di Marco», ha spiegato l’avvocata Taccia, che assiste Sempio insieme al collega Massimo Lovati. La difesa del 37enne – nuovamente sotto inchiesta per omicidio in concorso (dopo due archiviazioni) – punta quindi a ridimensionare il valore probatorio del ritrovamento e sostenere la compatibilità della sua presenza con frequentazioni precedenti all’omicidio.
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