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Omicidio di Garlasco

La difesa di Sempio: «La consulenza della Procura non è una perizia. Andrea frequentava anche scale e taverna di casa Poggi»

Al centro delle contestazioni c’è l’impronta del palmo di una mano rinvenuta sulla parete destra delle scale, vicino a dove è stato trovato il cadavere. Come era stata classificata nella relazione dei Ris

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

21 Maggio 2025 - 12:11

La difesa di Sempio: «La consulenza della Procura non è una perizia. Andrea frequentava anche scale e taverna di casa Poggi»

Gli avvocati di Andrea Sempio contestano la consulenza disposta dalla Procura di Pavia sulle impronte, consulenza che a loro avviso non può essere considerata una perizia vera e propria, ma soltanto un documento tecnico di parte. «Quella della Procura è una mera consulenza tecnica di parte, non una perizia — ha dichiarato l’avvocato Angela TacciaÈ solo ciò che dice una parte, senza averlo verificato in contraddittorio. Chi vivrà, vedrà».

Al centro delle contestazioni c’è l’impronta del palmo di una mano rinvenuta sulla parete destra delle scale che portano alla taverna, vicino a dove fu trovato il corpo di Chiara Poggi. Secondo quanto riportato nella consulenza tecnica dei pm, l’impronta sarebbe riconducibile proprio a Sempio, all’epoca amico stretto di Marco, fratello della vittima.

TRACCIA CLASSIFICATA 33
Cosa è riportato nella relazione dei Ris di Parma durante le prime indagini sulla traccia numero 33.
Traccia di interesse dattiloscopico classificata 33: la parte della traccia completamente priva di creste potenzialmente utili per gli accertamenti dattiloscopici è stata asportata dal muro grattando l'intonaco con un bisturi sterile. La traccia è stata testata con il combur test che ha fornito esito dubbio e con l'OBTI test che ha fornito esito negativo (campione 33dattilo).

Ma la difesa dell’indagato non si limita a contestare il metodo e sottolinea anche un altro aspetto ritenuto cruciale: la familiarità di Sempio con l’intera abitazione dei Poggi.

Andrea «ha frequentato ogni angolo della casa, tranne la camera da letto dei genitori di Chiara e di Marco», ha spiegato l’avvocata Taccia, che assiste Sempio insieme al collega Massimo Lovati. La difesa del 37enne – nuovamente sotto inchiesta per omicidio in concorso (dopo due archiviazioni) – punta quindi a ridimensionare il valore probatorio del ritrovamento e  sostenere la compatibilità della sua presenza con frequentazioni precedenti all’omicidio.

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