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Lo scontro sulle perizie

Delitto di Garlasco, le impronte ancora senza nome e gli accertamenti in vista del maxi incidente probatorio

Le nuove analisi sulle tracce ritrovate nella villetta di via Pascoli. L'attenzione si concentra sulla "numero 10" rinvenuta sulla porta di ingresso. La difesa di Sempio pronta a nominare un perito dattiloscopico

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

22 Maggio 2025 - 18:58

Delitto di Garlasco, le impronte ancora senza nome e gli accertamenti in vista del maxi incidente probatorio

Forze dell'ordine e giornalisti intorno alla villetta di via Pascoli nei giorni successivi al delitto nell’estate 2007

Sei impronte palmari rimangono ancora senza un'identità. Tracce ritrovate sulle pareti della scala dove, il 13 agosto 2007, fu rinvenuto il corpo senza vita di Chiara Poggi. Elementi che, secondo quanto emerge dalla nuova consulenza tecnica disposta dalla Procura di Pavia, non sono riconducibili né ad Andrea Sempio – attualmente indagato per omicidio in concorso – né ad Alberto Stasi, l’ex fidanzato già condannato in via definitiva, né a familiari o ad altre persone che frequentavano la casa di via Pascoli.

Le impronte sono state oggetto di una nuova analisi da parte di due esperti incaricati dalla Procura di Pavia: Gianpaolo Iuliano, del Ris dei carabinieri, e Nicola Caprioli, dattiloscopista forense. I consulenti hanno confermato che le tracce sono "comparabili", pur non essendo sufficienti per una piena identificazione. Come è spiegato dagli esperti, «un frammento di impronta digitale/palmare è comparabile quando, sebbene non abbia tutte quelle caratteristiche necessarie per addivenire ad una piena identificazione, potrà comunque essere utilizzato in un confronto dattiloscopico con le impronte di soggetti 'noti' per poter escludere con certezza l'appartenenza dell'impronta 'comparabile' al soggetto stesso».

Il lavoro, dunque, è stato orientato all'esclusione. Nessuna delle impronte ha trovato riscontro con i “cartellini foto-segnaletici digitali e palmari” presenti nella banca dati degli inquirenti, come riporta la relazione tecnica.

In particolare, tre di queste tracce – come la cosiddetta “impronta 33” attribuita dai periti della Procura ad Andrea Sempio grazie ai 15 punti di contatto rilevati – erano localizzate sulla parete destra della scala. Altre due si trovavano sulla parete sinistra e una sulla parte superiore della stessa struttura.

LE IMPRONTE SULLA PORTA D'INGRESSO E LA «NUMERO 10»

Oltre a queste, restano da identificare anche cinque impronte sulla porta d’ingresso della villetta, sia sulla superficie interna che esterna, inclusa una sulla quale si concentrano da anni le attenzioni degli investigatori: la “numero 10”, rinvenuta sulla «superficie interna del portone di ingresso sull'anta mobile».

Su quest’ultima, i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano scrivevano nel 2020 che, qualora fosse stato accertato che fosse sporca di sangue, si sarebbe potuto «dire certamente che era dell’aggressore che si allontanava dalla scena del crimine». Tuttavia, quella traccia «non ha i 16 punti utili ad una comparazione», ma soltanto 8. E, aspetto ancor più rilevante, all'epoca del delitto «non vennero effettuate analisi biologiche» per verificarne l’eventuale contenuto ematico.

Proprio su questo punto si focalizza ora una delle nuove direttrici dell’indagine: nel maxi incidente probatorio già disposto, i consulenti cercheranno di analizzare i “paradesivi delle impronte”, ovvero i supporti adesivi usati per raccogliere le tracce dattiloscopiche all’epoca dei primi rilievi.

LA DIFESA DI SEMPIO PRONTA A NOMINARE UN PERITO DATTILOSCOPICO

Nel frattempo, la difesa di Andrea Sempio – affidata agli avvocati Angela Taccia e Massimo Lovati, con il supporto tecnico del generale Luciano Garofano, ex comandante del Rid di Parma – sta valutando la possibilità di nominare un proprio perito dattiloscopico per esaminare l'impronta 33, considerata importante per l'accusa, e in generale le conclusioni (raccolte in oltre 60 pagine) della consulenza disposta dai pm di Pavia in questa nuova inchiesta.

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