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delitto di Chiara Poggi

I carabinieri del Racis al lavoro sul profilo di Andrea Sempio. Il suo legale: «Indagine piena di trabocchetti»

Verrà analizzato anche il materiale sequestrato nel corso delle perquisizioni domiciliari per individuare un possibile movente

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

29 Maggio 2025 - 13:15

I carabinieri del Racis al lavoro sul profilo di Andrea Sempio. Il suo legale: «Indagine piena di trabocchetti»

Chiara Poggi è stata uccisa nella sua casa di Garlasco il 13 agosto 2007

Gli inquirenti hanno chiesto il coinvolgimento del Racis, il Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche, con l’obiettivo di tracciare un profilo di Andrea Sempio, di nuovo indagato (dopo due archiviazioni) per omicidio in concorso. I professionisti di questo reparto specializzato dell’Arma si occupano di analizzare e mettere in connessione i vari elementi individuati nel corso delle indagini, cercando connessioni ed elaborando i profili criminologici. Tra il materiale che dovranno valutare, ci sono i documenti cartacei, i diari e gli appunti che sono stati sequestrati nel corso delle perquisizioni nelle case dei Sempio a Voghera e a Garlasco. Uno degli obiettivi è l’individuazione di un possibile movente. Intanto, l’avvocato dell’indagato prorompe: «È una cosa vergognosa».

Massimo Lovati difende il 37enne insieme alla collega Angela Taccia e, fin dall’inizio, non ha mai nascosto il proprio scetticismo rispetto a questa nuova indagine. «Danno i numeri – dice l’avvocato Lovati – Ma si può? Adesso anche il profilo psicologico? Io faccio l’avvocato da oltre quarant’anni, non mi è mai capitata una cosa del genere». Il legale di Sempio parla di un’indagine «insidiosa».

«Questa – spiega – è un’indagine piena di trabocchetti. A partire dalla formulazione dell’ipotesi di reato: omicidio in concorso, o con Stasi o con ignoti. L’accusa formulata è il primo vulnus di questa indagine. L’accusa deve essere specifica, per permettere alla difesa di fare il proprio lavoro. Come è possibile impostare una difesa di fronte a una accusa del genere?».

Per il momento, la difesa di Andrea Sempio è in attesa dei prossimi sviluppi: «Stiamo valutando il da farsi – conferma Lovati – Ad esempio sull’impronta 33, prima di nominare un nostro perito, stiamo aspettando di capire se si trova o meno. Se non si trova, infatti, potrebbe anche essere inutile. Al momento non abbiamo informazioni. Ma ci dicono solo quello che gli fa comodo».

Come sta il suo assistito? «Cerco di non sentirlo appositamente – spiega il legale – Sta cercando di continuare la propria vita, di andare a lavorare. Bisogna cercare di portare a casa la “pagnotta”. Spero solo che tutto questo non abbia conseguenze per il suo lavoro».

Come ha già esplicitato in passato, il legale di Sempio è convinto non solo dell’innocenza del suo assistito, ma anche di Alberto Stasi – unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. Secondo Lovati, Chiara Poggi è stata uccisa da un sicario dopo essere venuta a conoscenza di un segreto scomodo.

La scorsa settimana la trasmissione “Chi l’ha visto?” ha mandato in onda le dichiarazioni di un latitante – coinvolto nell’estorsione a don Gregorio nell’ambito dello scandalo sessuale del santuario della Bozzola – il quale sostiene che Chiara Poggi sia stata assassinata perché aveva scoperto “un giro a luci rosse” ed era pronta a denunciare. Una mera suggestione al momento. Cosa ne pensa l’avvocato Lovati? «Ho visto l’intervista. Credibile, come sono credibili tutte le ipotesi formulate finora in questa vicenda incredibile».

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