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il retroscena
02 Giugno 2025 - 18:22
I rilievi dei carabinieri all'epoca del delitto (foto archivio Informatore Vigevanese)
Le quattro chiamate “anonime” ricevute da Chiara Poggi il 13 agosto 2007, giorno in cui fu uccisa nella sua abitazione di Garlasco, sarebbero partite dal telefono fisso della casa di Alberto Stasi. A stabilirlo è una perizia citata nella sentenza con cui il gup del tribunale di Vigevano, Stefano Vitelli, assolse Stasi in primo grado dall’accusa di omicidio. È quanto emerge da una ricostruzione tecnica compiuta dagli esperti incaricati dal tribunale, i quali avevano condotto un’analisi di tipo «probabilistico» sulle chiamate in entrata non risposte, registrate nella memoria del cellulare della vittima.
Le chiamate – effettuate alle ore 11,37, 12,46, 13,26 e 13,30 – non risultano nei tabulati telefonici poiché non ricevettero risposta e furono fatte da numeri con l’identificativo disabilitato (chi riceve la telefonata non può quindi visualizzare il numero di chi sta chiamando).
I periti hanno preso in esame tutte le utenze «anonime» che avevano avuto contatti con Chiara nei sei mesi precedenti l’omicidio. Tra le quaranta individuate, soltanto due risultavano avere un servizio attivo di oscuramento del numero: il telefono fisso dell’abitazione di Alberto Stasi (come emerse analizzando il contratto di telefonia) e quello di un’agenzia di viaggi, che però era chiusa per ferie proprio il 13 agosto 2007.
Il dato, ritenuto rilevante dal giudice, avrebbe potuto contribuire a confermare la presenza di Stasi nella propria abitazione in quegli orari e se era vero che il fidanzato avesse cercato di mettersi in contatto con la ragazza.
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