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i nuovi rilievi con tecnologie di ultima generazione

Garlasco: gli accertamenti nella casa del delitto per ricostruire la collocazione di tutte le tracce ematiche e le impronte

I risultati, che arriveranno entro sessanta giorni, serviranno a valutare le nuove ipotesi investigative. Anche nel 2014 erano state eseguite le misurazioni con laser scanner nella casa di via Pascoli. La famiglia Poggi: «Stanchi, ma si sono resi disponibili. Come sempre»

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

09 Giugno 2025 - 19:12

«A Garlasco, come in un déjà vu, la giostra del delitto riprende a girare (…) con il suo seguito di periti, consulenti tecnici, carabinieri in divisa e in borghese, schieramento di telecamere, fotografi e giornalisti». Lo scriveva il collega Claudio Bressani sulle pagine de L’Informatore Vigevanese del numero uscito il 26 giugno del 2014. È la descrizione della stessa scena di oggi, quando nella casa di via Pascoli sono intervenuti questa volta i carabinieri di Milano e i colleghi del Ris di Cagliari per effettuare gli accertamenti disposti dalla Procura di Pavia nell’ambito della nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, che vede indagato Andrea Sempio per omicidio in concorso.

Nel 2014 il caso era stato riaperto dopo la decisione della Cassazione, che aveva distrutto le prime due sentenze di assoluzione. Era quindi stata disposta un’ampia integrazione probatoria. Anche allora i tecnici avevano montato le attrezzature laser scanner per misurare la casa e le parti esterne per ricostruire al computer un modello virtuale degli ambienti, in cui poi posizionare i vari elementi, a partire dalle tracce di sangue. Le operazioni erano durate a lungo, circa nove ore, alla presenza dei vari consulenti; sul posto era arrivata anche il sostituto procuratore generale di Milano Laura Barbaini, che sostenne l’accusa nel processo di appello bis, il processo portò alla condanna di Alberto Stasi, confermata in via definitiva dalla Cassazione nel dicembre 2015.

Gli accertamenti effettuati nel giugno 2014 (foto archivio Informatore Vigevanese)

 I NUOVI RILIEVI DEI RIS DI CAGLIARI

I nuovi accertamenti, iniziati questa mattina (lunedì 9 giugno) intorno alle 9,30, si sono conclusi poco dopo le 16. Le rilevazioni fotografiche e la mappatura tridimensionale sono finalizzate a ricostruire la scena del delitto e a individuare la posizione delle tracce ematiche e delle impronte – compresa la "numero 33" trovata sul muro vicino a dove venne rinvenuto il corpo di Chiara Poggi, impronta che la consulenza dattiloscopica disposta dalla Procura attribuisce ad Andrea Sempio – repertate nel 2007.

È stata eseguita quella che gli esperti in scienza forense chiamano “triangolazione” – una tecnica della “Bloodstain Pattern Analysis” che permette di ricostruire la dinamica dell'omicidio attraverso lo studio delle gocce di sangue e delle macchie che ne derivano – sulle tracce rinvenute nella varie parti della casa.

Il rilevamento scientifico con il laser scanner, strumentazione che si appoggia su un treppiede, gira su se stesso e rileva la misura di ogni oggetto presente, consente di ricostruire anche le distanze tra macchie di sangue e traiettorie. Si tratta quindi di verifiche che serviranno a fornire una possibile rilettura della dinamica del delitto e a valutare le nuove ipotesi investigative.

Sono stati tre i carabinieri del Ris, specializzati nella ricostruzione 3D, che hanno lavorato nella giornata di oggi nell’abitazione di via Pascoli con strumentazione di ultima generazione, e che ora dovranno elaborare i dati raccolti. Sono inoltre state effettuate misurazioni anche con un piccolo drone attorno alla villa.

LA FAMIGLIA POGGI 

I genitori della vittima, Rita Preda e Giuseppe Poggi, erano presenti questa mattina; in via Pascoli sono arrivati anche il Comandante del Ris di Cagliari, il tenente colonnello Andrea Berti, e il consulente della famiglia Poggi Davide Redaelli. I legali della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, questa mattina hanno evidenziato il fatto che queste ulteriori verifiche «sembrerebbero sovrapporsi agli accertamenti già compiuti in sede peritale nel contraddittorio tra le parti nel procedimento a carico di Alberto Stasi».

Dario Redaelli, criminologo consulente della famiglia Poggi, ha parlato della triangolazione delle tracce: «Bisogna creare una relazione tra ogni singola evidenza e un punto fisso nello spazio» perché questi rapporti, riprodotti in tre dimensioni, «permetteranno di attualizzare la scena del crimine alla luce delle nuove tecnologie». «Si è fatto riferimento alle parti della casa e della scena crimine che sono già note - ha precisato Redaelli -, soggiorno e scale».

Sui genitori di Chiara Poggi, il consulente ha poi aggiunto: «Sono stanchi, ma si sono resi disponibili. Come sempre».

I LEGALI DI ALBERTO STASI

La difesa di Alberto Stasi, attraverso l’avvocato Giada Boccellari, ha parlato di «passaggio fondamentale». «Ben venga – ha detto la legale – perché, anche se è vero che era già stato fatto, mancavano sicuramente dei dati e immagino che quindi si voglia averli tutti per poter fare un'analisi ancora più approfondita. E credo che tutte le parti dovrebbero accogliere con favore questi ulteriori approfondimenti, al di là delle polemiche e del fatto che alcuni accertamenti erano già stati fatti. È evidente che in questa ottica si voglia riprendere e prendere ex novo tutte le misure di casa Poggi, compresi i muri e la parte che non era stata in precedenza interessata per rivedere la scena del crimine e probabilmente fare ulteriori accertamenti».

IL SINDACO DI GARLASCO

Il sindaco di Garlasco, Simone Molinari, si è rivolto ai giornalisti: «Mi dispiace vedere ancora una volta la via della famiglia Poggi affollata di giornalisti. Ma capisco che voi dobbiate fare il vostro lavoro. Solo, non confondete mai la riservatezza dei cittadini, che giustamente dopo 18 anni non vogliono parlare di quanto accaduto, con una sorta di omertà. È inaccettabile che qualcuno di voi scriva questo», sono state le sue dichiarazioni.

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