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omicidio chiara poggi
12 Giugno 2025 - 13:23
Giornalisti e cameramen sono tornati ad assediare via Pascoli durante i rilievi di lunedì dei Ris di Cagliari (foto di Jose Lattari)
Nei giorni scorsi la “Congregazione della Sacra Famiglia” del santuario della Bozzola di Garlasco ha diramato un comunicato per «smentire categoricamente qualsiasi coinvolgimento diretto o indiretto dei propri membri nei fatti oggetto dell’indagine» sull’omicidio di Chiara Poggi. Eppure la pista “alternativa” del santuario continua a essere battuta ogni giorno dai media. Si è parlato molto dell’estorsione a sfondo sessuale ai danni di don Gregorio Vitali, perché una delle persone arrestate (attualmente latitante) ha rivelato al suo legale che la 26enne sarebbe stata uccisa perché venuta a conoscenza di un non ben precisato segreto.
Poi i riferimenti a giri di pedofilia e messe sataniche. Mere suggestioni, almeno per quanto si conosce oggi rispetto alle nuove indagini, riaperte dopo aver individuato una corrispondenza del Dna analizzando i margini ungueali della vittima.
Il nuovo numero del settimanale Gente ha messo in relazione l’omicidio con Michele Bertani, amico di Andrea Sempio che morì suicida. Due settimane dopo la condanna definitiva di Stasi, Bertani postò su Facebook una strofa di una canzone del gruppo Club Dogo che, secondo gli esperti del giornale, decrittata (dopo aver eliminato alcune lettere, trasmutata dall’ebraico e tradotta), significherebbe: «C’era una ragazza lì che sapeva». Il settimanale evidenzia inoltre che l’amico di Sempio aveva a disposizione un’auto come quella che, secondo un testimone ritenuto inattendibile dal giudice, era parcheggiata la mattina del delitto vicino a casa Poggi.
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