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le indagini
12 Giugno 2025 - 10:13
I carabinieri lunedì davanti alla casa dei Poggi in via Pascoli, a Garlasco (foto di Jose Lattari)
Si riparte senza tralasciare nulla. Mettendo in discussione tutti i punti fermi che undici anni fa hanno portato alla condanna di Alberto Stasi. E si fa tabula rasa anche della dinamica dell’aggressione. Nella sentenza di appello bis (poi confermata in Cassazione) si legge che Chiara Poggi non ha avuto il tempo di reagire, che «è rimasta del tutto inerme: era così tranquilla, aveva così fiducia nel visitatore da non fare assolutamente niente, tanto da venire massacrata senza alcuna fatica, oltre che senza nessuna pietà». E viene accertato che l’assassino era solo.
Le nuove ipotesi investigative, invece, prendono in considerazione altre possibilità: che gli aggressori potessero essere due, o anche di più. E che la vittima abbia provato a difendersi, o comunque a reagire. Ipotesi che andranno valutate alla luce dei risultati dei rilievi effettuati lunedì, quando la famiglia Poggi ha dovuto aprire la porta di casa ai carabinieri di Milano e a quelli del Ris di Cagliari per i nuovi accertamenti disposti dalla Procura di Pavia nell’ambito dell’inchiesta, che vede come unico iscritto nel registro degli indagati Andrea Sempio, 37 anni, amico del fratello di Chiara, la cui posizione era già stata archiviata due volte.
Dalle 9,30 alle 16 circa sono state eseguite una serie di rilevazioni tecniche con l’ausilio di strumentazioni di ultima generazione – come laser scanner (già utilizzato nel 2014 dopo la riapertura del caso, che portò alla condanna di Stasi) e drone – che serviranno per realizzare una nuova mappatura tridimensionale della casa e degli esterni, in cui verranno assegnate le tracce ematiche e le impronte rinvenute nel 2007 con l’obiettivo di ricostruire la scena del crimine attraverso la “triangolazione”, una tecnica della “Bloodstain pattern analysis”, disciplina che studia le macchie di sangue. I tre militari specializzati nella ricostruzione 3D consegneranno una relazione entro 60 giorni.
«Queste tracce – ha dichiarato l’avvocato di Sempio, Angela Taccia, presente lunedì in via Pascoli – erano già state analizzate nelle precedenti indagini. Si trattava però di metterle in una nuova relazione grazie alle tecnologie digitali. In questa storia, però, ci sono tante stranezze, per questo sono venuta a controllare».
Giada Bocellari, una degli avvocati di Stasi, commenta favorevolmente i nuovi accertamenti: «Mancavano sicuramente dei dati e immagino che si voglia averli tutti per poter fare un’analisi ancora più approfondita».
Intanto, nelle ultime ore si comincia a ipotizzare che verrà richiesta anche la riesumazione del corpo di Chiara. «Al momento non ne so nulla – commenta l’avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati – però non mi stupirei. Stanno mobilitando mezza Italia. Mai vista una cosa del genere. Mai vista, davvero».
E Giuseppe Sempio, padre dell’attuale indagato, ieri si è sfogato ai microfoni di Telelombardia, riferendo che la sua famiglia non ha più privacy e che si vive assediati dai giornalisti, oltre che con le “cimici” in casa: «Tutti i giorni salta fuori una cosa nuova contro mio figlio, hanno aperto ’sta cosa per incastrarlo. Andrea è stato preso come “cavallo di Troia”, dove sennò si potevano attaccare i legali di Stasi per aprire un processo?»
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