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martedì in questura a Milano

Avviato l’incidente probatorio: la famiglia Poggi si aspetta che emerga una verità «definitiva»

Gli accertamenti sui reperti conservati per 18 anni e i dubbi sullo stato di conservazione

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

17 Giugno 2025 - 16:18

Avviato l’incidente probatorio: la famiglia Poggi si aspetta che emerga una verità «definitiva»

Chiara Poggi è stata uccisa a 26 anni il 13 agosto 2007 nella sua casa di via Pascoli

La famiglia Poggi si aspetta che da questi nuovi accertamenti emergano finalmente risposte «definitive» sull’omicidio di Chiara, avvenuto a Garlasco il 13 agosto del 2007. È la speranza rilanciata oggi da Dario Radaelli, consulente della famiglia della vittima, all’inizio dell’incidente probatorio in cui verranno riesaminati alcuni reperti alla luce delle più recenti tecnologie forensi. «La famiglia è ricaduta nel baratro che ha già affrontato 18 anni fa. Ci aspettiamo questa volta una soluzione definitiva», ha dichiarato Radaelli al suo arrivo negli uffici della polizia scientifica di Milano.

I nuovi accertamenti, destinati a durare almeno tre mesi, hanno preso il via questa mattina, martedì 17 giugno, all’interno della Questura di via Fatebenefratelli, a Milano. All'esterno erano presenti decine di giornalisti e inviati. Il primo passaggio ha riguardato la verifica dei verbali di custodia dei reperti ritirati giovedì scorso. Al termine di questa fase preliminare, si entrerà nel vivo dell’esame tecnico-scientifico.

Al centro dell'incidente probatorio ci sono sia i materiali già analizzati all’epoca delle indagini (molti dei quali avevano dato esiti dubbi), sia quelli che erano stati esclusi perché giudicati insufficienti o irrilevanti. Si cercherà di estrarre profili genetici da numerosi reperti: in particolare dalle fascette para-adesive, tra cui la numero 10 lasciata sulla porta d’ingresso della villetta, e da oggetti recuperati dalla spazzatura – come il barattolo di Fruttolo, cucchiaini e confezioni di cereali.

Le operazioni più complesse, come l’estrazione di nuove tracce di Dna, saranno condotte nei laboratori dell’ospedale milanese Fatebenefratelli. «Direi che le tecniche attuali hanno fatto ampi passi avanti», ha osservato ancora Radaelli. «Se da questi reperti verranno delle informazioni, le valuteremo con interesse».

Un aspetto non secondario riguarda le condizioni di conservazione del materiale. Lo stesso Radaelli ha sottolineato che «è oggettivo avere dei dubbi», specificando: «Pare che questi reperti siano stati conservati a temperatura ambiente, però li vedremo. Siamo molto curiosi. Al momento non ci aspettiamo nulla».

A guidare l’incidente probatorio sono gli esperti incaricati del gip di Pavia Daniela Garlaschelli: Denise Albani e Domenico Marchigiani, entrambi della polizia scientifica. Le consulenze di parte sono affidate, per i pubblici ministeri, a Carlo Previderè e Pierangela Grignani, mentre la difesa potrà contare sull’ex comandante del Ris di Parma Luciano Garofano e su Luigi Bisogno, già ispettore superiore della polizia di Stato con lunga esperienza in dattiloscopia.

Presenti anche i consulenti tecnici nominati dalla famiglia Poggi – oltre a Radaelli, ci sono Marzio Capra e Calogero Biondi – e quelli della difesa di Alberto Stasi, Ugo Ricci e Oscar Ghizzoni.

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