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Omicidio Chiara Poggi, secondo giorno di analisi sui reperti: al centro la spazzatura e la “traccia 10”

L’incidente probatorio disposto dalla gip di Pavia. Le impronte esaminate finora sono risultate negative al sangue

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

19 Giugno 2025 - 17:32

Omicidio Chiara Poggi, secondo giorno di analisi sui reperti: al centro la spazzatura e la “traccia 10”

Gli accertamenti, nell'ambito dell'incidente probatorio disposto nella nuova inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi, si sono svolti anche oggi, giovedì, nella sede della questura di Milano, alla presenza di consulenti, periti, polizia scientifica e dei legali delle parti coinvolte. L’attenzione degli inquirenti si è focalizzata sui reperti conservati da 18 anni, in particolare sulla spazzatura sequestrata nell'abitazione della vittima e mai analizzata in modo approfondito. Si tratta di una scatola contenente, tra l’altro, un vasetto di Fruttolo, un brick di tè freddo, l’incarto dei biscotti e un piattino: materiali apparentemente banali ma che, secondo gli inquirenti, potrebbero restituire tracce biologiche utili.

Per quanto riguarda le impronte, quelle esaminate finora sono risultate negative al sangue; mancano ancora quattro fogli di acetato da verificare, ma i trenta già analizzati hanno dato esito negativo, hanno fatto sapere gli avvocati Giada Bocellari e Angela Taccia.

La questione della regolarità del sequestro

Prima di procedere all’analisi, la difesa di Andrea Sempio – il 37enne attualmente indagato con l'accusa di omicidio in concorso – ha sollevato dubbi formali. «Per quanto riguarda l’analisi della spazzatura vogliamo verificare che ci sia stato un sequestro formale», ha spiegato il consulente Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma, oggi al fianco della difesa dell’indagato.

Il verbale, secondo quanto dichiarato dall’avvocata Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi – condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio dell'ex fidanzata – esisterebbe e sarebbe già stato depositato. «Abbiamo già prodotto il verbale di sequestro. Era stato oggetto di discussione l’altro ieri», ha dichiarato al suo arrivo in questura. Bocellari ha aggiunto che «lo stesso giudice ci ha detto di proseguire con l’analisi anche prima di aver trovato i verbali».

«Reperti in buone condizioni»

Secondo quanto riferito da Garofano, i materiali custoditi per quasi due decenni sono apparsi in condizioni migliori del previsto. «Non era tutto marcio, era tutto secco. Tutti i reperti contenuti in quella scatola sono stati tamponati e adesso faremo le analisi», ha precisato.

Un punto condiviso anche dal legale della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni, che ha definito il lavoro della polizia scientifica “ammirevole”: «Si procede con molta serietà e molto speditamente. Siamo contenti che avvenga in contraddittorio, com'è avvenuto nel 2014 e anche negli anni prima. Tutto quello che avviene in contraddittorio per noi va bene. Quando saranno completate le operazioni, lo vedrete. Chiaramente sono passati 18 anni».

I prossimi passaggi: Dna, acetati e fascette

La prima parte dell’incidente probatorio si è concentrata sul campionamento dei materiali presenti nella scatola. «Abbiamo fatto solo, e non è ancora completato, il tamponamento di tutti i reperti», ha spiegato Garofano. Si passerà poi all’analisi delle fascette e dei fogli di acetato che contengono le impronte papillari prelevate all’epoca sulla scena del delitto: 17 su 34 sono già stati esaminati.

Nel corso delle analisi, saranno raccolti due campioni da ciascun reperto: uno per l’analisi genetica e l’altro per l’OBTi test, utilizzato per rilevare eventuali tracce di sangue. Finora i test condotti non hanno rivelato la presenza di sangue, ma alcune impronte restano oggetto di approfondimenti.

Focus sulla "traccia 10"

Tra i reperti su cui la difesa di Stasi ha chiesto ulteriori accertamenti c’è la cosiddetta “traccia 10”, rinvenuta sul lato interno della porta d’ingresso della casa dei Poggi. «Mentre su tutte le impronte direi che si vede che non c'è sangue, sulla 10 ci sono dei dubbi», ha dichiarato l’avvocato di Stasi Giada Bocellari.

Martedì sono stati effettuati due tamponi: uno per la caratterizzazione genetica, che ha grattato via quasi tutto il materiale biologico, e uno residuale per il test del sangue. Proprio sul primo tampone si chiede ora di fare un’analisi più approfondita. Ad oggi, la traccia non risulta appartenere né ad Andrea Sempio né ad Alberto Stasi. «Proprio in un'ottica di accertamento della verità e di dare tutti i dati possibili che ci sono, questo credo che sia un atteggiamento, come dico spesso io, laico», ha concluso la legale.

Dna sulle unghie di Chiara: il punto centrale dell’inchiesta

Il cuore dell’indagine, tuttavia, resta il confronto tra i profili genetici trovati sopra le unghie di Chiara Poggi e quello di Andrea Sempio. È questo l’elemento che ha riaperto il caso e che verrà analizzato in una fase successiva. Secondo i pm, uno dei due profili maschili individuati nei vecchi esami apparterrebbe proprio a Sempio. La difesa, però, contesta la validità del risultato e chiede nuovi accertamenti con metodi aggiornati.

Le analisi più complesse, comprese quelle genetiche sui campioni biologici, si svolgeranno al Fatebenefratelli. «Penso si andrà avanti a luglio e agosto», ha spiegato Garofano. I primi risultati, secondo le previsioni, potrebbero arrivare già la prossima settimana.

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