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28 Giugno 2025 - 10:41
I genitori di Chiara Poggi, Giuseppe Poggi e Rita Preda
La famiglia di Chiara Poggi torna a parlare, ancora una volta per smentire voci e ricostruzioni che continuano a circolare da quando è stata riaperta l'inchiesta. Questa volta al centro della polemica c’è Marco Poggi, fratello della vittima, che secondo alcune ricostruzioni giornalistiche non si sarebbe trovato con i genitori in vacanza in montagna nei giorni dell’omicidio. «Marco era con noi. Ecco le foto», hanno detto ieri sera in diretta alla trasmissione Quarto Grado i genitori della ragazza, Rita Preda e Giuseppe Poggi, mostrando immagini scattate durante quei giorni in Trentino.
«Per far tacere queste voci, come il doppio cellulare, l'amante e quanto ce n'è. Così smentiamo anche questo con documentazioni, che non è solo la nostra parola. Perché non credo, no – visto che mettono in dubbio anche noi genitori: cosa diciamo, cosa nascondiamo, cosa non vogliamo dire, che abbiamo dei segreti, e via discorrendo.
Così mettiamo a tacere un po' tutti», ha detto Giuseppe Poggi. Il riferimento è a una lunga serie di teorie alternative che circolano da quando si è riaperto il caso che vede attualmente indagato per omicidio in concorso Andrea Sempio, amico di Marco, al centro di una nuova ipotesi investigativa.
Parla l'amico Mattia Capra
Nel corso della trasmissione televisiva è intervenuto anche Mattia Capra, amico d'infanzia di Marco Poggi, che ha ricordato i pomeriggi passati a giocare a casa insieme: «Con Chiara ci si salutava e basta, era la sorella di Marco, nient’altro», ha spiegato, escludendo di aver mai percepito un interesse da parte di Sempio verso la ragazza. «Segreti? Segreti su un eventuale rapporto tra Sempio e Chiara Poggi? No, sono sicurissimo».
Gli attrezzi recuperati a Tromello
Gli attrezzi recuperati a Tromello – tra cui sarebbero stati segnalati un martello da muratore – non sono stati recuperati a maggio nel cavo Bozzani, ma erano già in possesso di un residente che vive in zona. Si tratta di un operaio egiziano che abita nei pressi del tratto di roggia fatto dragare dagli inquirenti in primavera. Secondo la ricostruzione, li avrebbe trovati anni fa, prima che il canale fosse ripulito, e li avrebbe conservati.
Solo dopo un passaparola in paese, i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano sono arrivati a lui, durante le ricerche del maggio scorso. Sugli attrezzi sono in corso gli accertamenti, ma al momento non ci sarebbero elementi per ritenere che tra quegli oggetti ci sia l'arma del delitto, che non è mai stata trovata.
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