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la nuova inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi
02 Luglio 2025 - 20:29
Nessun elemento significativo emerge dagli accertamenti sulla spazzatura, né sulle impronte esaminate. E ora l’attenzione degli inquirenti torna sul Dna rinvenuto sui margini ungueali della vittima. L’ipotesi, già avanzata in una consulenza tecnica della difesa di Alberto Stasi – condannato in via definitiva a 16 anni – e rilanciata da una perizia della Procura di Pavia, è che uno dei due profili genetici individuati possa essere attribuibile ad Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, nuovamente indagato per omicidio in concorso. L’altro profilo, non identificato, è stato classificato come “Ignoto 2”.
Venerdì, nei laboratori della polizia scientifica di Milano, è previsto il terzo round di accertamenti tecnici nell’ambito del maxi incidente probatorio. I periti nominati dal gip Daniela Garlaschelli potrebbero comunicare alle parti tempi e modalità delle analisi documentali dei tracciati genetici ritrovati sui margini ungueali di Chiara Poggi. A stabilirlo sarà la genetista Denise Albani, incaricata di verificare, anzitutto, la possibilità o meno di utilizzare quei dati per un confronto comparativo, viste le attuali tecnologie a disposizione.
Le analisi condotte sulle impronte, raccolte su oltre 30 fogli di acetato, si sono rivelate infruttuose. Come confermato dai consulenti delle parti, «non c’è Dna estraibile per eventuali match». Neppure sulla impronta 10 trovata sulla porta di ingresso di casa, dove si sarebbe appoggiato l’assassino. Unica eccezione, un foglio su cui è stata riscontrata una traccia sospetta, forse saliva, ma che, secondo gli esperti, difficilmente porterà a risultati concreti.
«Ad oggi, non solo l’analisi genetica dei reperti rinvenuti nella spazzatura, ma anche gli esiti emersi dalle analisi svolte sugli acetati, confermano ancora una volta che il mio assistito Sempio non si trovava sulla scena del crimine, come da anni lui stesso afferma» ha dichiarato l’avvocato di Sempio, Angela Taccia.
L'IMPRONTA 33
Gli accertamenti proseguiranno con nuove campionature, tra cui tre tamponi appartenenti alla vittima, uno dei quali mai analizzato. Altre analisi riguarderanno anche il pelo, o capello, trovato nella spazzatura.
Intanto i legali della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, hanno fatto svolgere un approfondimento tecnico sulla traccia palmare 33 trovata sul muro della scala che porta alla cantina, impronta che secondo i consulenti della Procura appartiene al palmo destro di Sempio.
Ma i consulenti dei Poggi hanno presentato altre conclusioni: le analisi hanno stabilito la «estraneità dell’impronta alla dinamica omicidiaria» e la non «attribuibilità della stessa a Sempio». I legali della famiglia della vittima hanno chiesto ai pm di «sollecitare» un accertamento in «incidente probatorio» per fare chiarezza sull’impronta (il frammento dell’intonaco da cui era stata trovata la traccia non è però stato trovato), anche relativamente al fatto che potesse contenere tracce di sangue; ma l’istanza è stata rigettata.
«A fronte delle sorprendenti ipotesi che erano state avanzate su alcuni media in merito alla possibile presenza di sangue sull'impronta in questione (come tale già esclusa dall'apposito test effettuato dal Ris di Parma) – fanno sapere i legali della famiglia Poggi – ci era parso opportuno evidenziare l'esigenza di fare definitiva chiarezza anche su questo aspetto, valutando in contraddittorio l'asserita esperibilità, ad avviso di uno dei consulenti di Alberto Stasi, di ulteriori accertamenti».
«La richiesta – proseguono i legali –, volta esclusivamente a garantire un imparziale accertamento dei fatti nell'interesse di tutti i soggetti coinvolti nell'attuale vicenda processuale, è stata tuttavia rigettata dal pubblico ministero, il quale ha ritenuto di dover sottoporre i dati tecnici in esame a una sua diretta ed esclusiva valutazione, da compiersi all'esito delle indagini in occasione dell'eventuale esercizio dell'azione penale nei confronti dell'attuale indagato». «Prendiamo doverosamente atto di tale determinazione – concludono i legali dei Poggi – ma ci saremmo sinceramente augurati che un dato probatorio rappresentato ai media come decisivo per l'accertamento dei fatti potesse essere subito chiarito proprio nell'ambito dell'attuale incidente probatorio, per il quale è stata fissata udienza al 24 ottobre 2025».
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