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Il caso
30 Luglio 2025 - 20:18
La malattia viene trasmessa da una zanzara
Una donna pavese di 66 anni è ricoverata da oggi (mercoledì) in un ospedale di Sant’Angelo Lodigiano perchè ha contratto il virus della “West Nile”. Le infezioni sono trasmesse da punture di zanzare autoctone, ovvero presenti nella zona dove i soggetti infettati vivono la loro vita normale. Sempre oggi si è registrato un altro contagio di West Nile a Milano, ma in questo caso non è stato necessario il ricovero. Nella grande maggioranza dei casi la malattia non presenta alcun problema. Nel 20% circa manifesta solo sintomi leggeri come febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e sfoghi cutanei. Ci sono casi molto rari che invece possono provocare una malattia come l’encefalite in soggetti fragili.
«La situazione è assolutamente sotto controllo e i cittadini possono stare tranquilli» precisa il direttore generale del Welfare di Regione Lombardia, Mario Melazzini, dopo che sono stati riscontrati due pazienti infetti da “West Nile”, ossia due donne, una 38enne a Milano e una 66enne a Pavia. «Si tratta di una malattia praticamente endemica che, ormai dal decennio scorso, si manifesta anche in Regione Lombardia. Nella quasi totalità dei casi non è necessario il ricovero e si guarisce da soli - aggiunge Melazzini -. Abbiamo attivato, come di consueto accade ogni anno, tutti i protocolli previsti per il monitoraggio e la sorveglianza non solo dei casi che si sviluppano nell’uomo ma anche della diffusione del virus tramite le zanzare e negli animali. Al momento non esiste alcuna criticità».
La Regione adotta un sistema di sorveglianza e il contenimento del virus West Nile è coordinato con le Ats locali, Comuni e Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna. I dipartimenti veterinari delle Ats hanno in corso una sorveglianza entomologica sull’avifauna selvatica e sugli equidi. In alcuni siti georeferenziati, scelti attraverso una valutazione da parte degli entomologi, vengono utilizzate trappole attrattive a CO2, senza luce, con richiamo di anidride carbonica, che sono ottimali per la cattura di queste specie. Le zanzare raccolte ogni due settimane vengono identificate, raggruppate e inviate all’Istituto zooprofilattico per l’analisi molecolare. Se emergono zanzare portatrici del virus West Nile (come è avvenuto in Lomellina) scattano le misure restrittive. È successo per le donazioni del sangue dove sei province sono finite nella lista di controllo: Milano, Cremona, Lodi, Mantova, Pavia e Varese. In questo momento i casi in Italia di West Nile sono in crescita e purtroppo anche il bilancio delle vittime: sono otto i pazienti deceduti dall’inizio dell’anno, l’ultimo oggi è un uomo di 72 anni morto nell’ospedale di Caserta. Si tratta del quarto decesso in Campania. E anche il numero delle infezioni stimate sul territorio nazionale è di almeno 10mila, la maggioranza in forma asintomatica. Il picco dei casi si prevede dopo Ferragosto.
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