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La difesa di Stasi: «Errore nelle prime indagini, basta per la revisione»

Secondo i legali la contaminazione del Dna su una garza usata per l’autopsia mina le basi della condanna definitiva

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

12 Agosto 2025 - 17:43

La difesa di Stasi: «Errore nelle prime indagini, basta per la revisione»

La scoperta della contaminazione di un campione di Dna acquisito durante le prime fasi dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi potrebbe aprire un nuovo fronte giudiziario. A sostenerlo sono i legali di Alberto Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, che parlano di un elemento capace di «compromettere in radice le valutazioni svolte nel processo» e «già di per sé idoneo ad ottenere una revisione della sua condanna».

Il campione al centro della vicenda è una garza usata nel 2007 per l’autopsia sul corpo di Poggi, su cui è stato individuato un profilo genetico maschile sconosciuto. Dai recenti accertamenti svolti dai periti incaricati dalla Procura, è emerso che il Dna sarebbe da associare a una contaminazione involontaria avvenuta in sala autoptica.

«Come più volte ricordato – spiegano i legali di Stasi – la natura del Dna rinvenuto sulla garza andava verificato con estrema attenzione e anzitutto andava esclusa la contaminazione con tutti i confronti possibili».

Gli avvocati citano quindi i nuovi esami voluti dalla Procura di Pavia, il cui esito è stato comunicato nella mattinata di oggi. «I diligenti accertamenti svolti dalla Procura di Pavia e il relativo esito comunicato stamattina evidenziano un fatto gravissimo che, a prescindere dalle ulteriori iniziative che si valuteranno di assumere, dimostra, ancora una volta, la totale inaffidabilità degli accertamenti svolti nel 2007, che si somma a tutti gli ulteriori errori commessi ed emersi negli ultimi mesi».

La difesa di Stasi ha espresso apprezzamento per il lavoro in corso da parte della Procura di Pavia e per la nomina della dottoressa Cristina Cattaneo, antropologa e medico legale, chiamata a riesaminare diversi aspetti tecnici del caso: «La nomina della dottoressa Cattaneo, antropologa e medico legale di grandissima fama e competenza, conferma, ancora una volta, l’assoluta serietà dell’indagine in corso e la volontà della Procura di Pavia di rivedere ogni singolo aspetto di questa tragica vicenda», concludono.

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