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Caso Garlasco, ai periti serve tempo

Le conclusioni delle analisi devono essere depositate entro il 17 settembre. L’avvocato di Sempio: «Si chiederà una proroga. Per ora non è emerso nulla»

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

04 Settembre 2025 - 10:10

Caso Garlasco, ai periti serve tempo

Sopralluogo nella casa della famiglia Poggi via Pascoli, a Garlasco (foto archivio Informatore Vigevanese)

Ai periti servirà più tempo per completare le analisi nell’ambito dell’incidente probatorio disposto nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. A spiegarlo è Massimo Lovati, uno dei legali di Andrea Sempio – attualmente l’unico indagato per omicidio in concorso nella nuova inchiesta della Procura di Pavia. «In questi giorni la dottoressa Albani (è la biologa forense della polizia di Stato che ha ricevuto l’incarico dal Gip Daniela Garlaschelli e che si sta occupando degli accertamenti genetici, mentre il collega Domenico Marchigiani delle verifiche dattiloscopiche, ndr) ha messo i puntini sulle “i” – riferisce l’avvocato Lovati – Su acetati, tappetino, spazzatura non è emerso nulla. Rimangono da terminare gli accertamenti su impronte latenti, unghie e ignoto 3. Al momento non è venuto fuori nulla di nuovo. Le conclusioni devono essere depositate entro il 17 settembre, ma si andrà verso una proroga. I periti chiederanno più tempo. A questo punto anche l’udienza di ottobre slitterà. Ne riparleremo, immagino, a gennaio».

Uno dei quesiti su cui si dovrà esprimere il perito nominato dal Gip riguarda l’utilizzabilità del materiale genetico che è stato prelevato dai margini ungueali della vittima, che dovrebbe poi essere comparato con il Dna dell’indagato Sempio; i dati grezzi relativi alle campionature sono stati richiesti al professore Francesco De Stefano, che aveva effettuato le analisi nel corso del processo di Appello-bis a Milano, e ora permetteranno di entrare nel merito. Restano da completare anche le consulenze affidate dalla Procura: quella dell’antropologa forense Cristina Cattaneo sulle cause della morte e quella del comandante del Ris di Cagliari, chiamato a rileggere le macchie di sangue repertate sulla scena del delitto.

Nei giorni scorsi si è tornato a parlare anche della possibile riesumazione della salma. «È un’ipotesi venuta fuori soprattutto dopo la consulenza affidata alla professoressa Cattaneo – spiega l’avvocato Lovati –, ma non saprei. Nel caso, servirebbe un altro incidente probatorio». Andrea Sempio come sta? «Bene – riferisce il suo legale –, almeno così sembrerebbe. Poi, dentro di sé, non si può sapere».

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