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Inchiesta omicidio Poggi: trovate 8 impronte parziali nei rifiuti. Servirà più tempo per completare le analisi

Udienza il 26 settembre in Tribunale per discutere della proroga. Intanto si ipotizza una contaminazione anche per le unghie

Ilaria Dainesi

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10 Settembre 2025 - 20:09

Inchiesta omicidio Poggi: trovate 8 impronte parziali nei rifiuti, ma servirà più tempo per le analisi

Luciano Garofano, ex comandante dei Ris di Parma e ora consulente della difesa di Sempio, e l'avvocato Angela Taccia

Sono ripresi oggi, mercoledì, gli accertamenti irripetibili nell’ambito dell’incidente probatorio disposto nella nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi. Intanto il Gip di Pavia ha convocato un’udienza per il prossimo 26 settembre, nel corso della quale si discuterà della richiesta di prolungare i tempi dell’incidente probatorio, in modo da consentire ai periti di terminare le analisi genetiche. Negli uffici della Questura di Milano, l’esperto dattiloscopisca Domenico Marchegiani nominato dal giudice per le indagini preliminari e i periti delle parti si sono riuniti per esaminare le impronte latenti nella spazzatura sequestrata nella casa di via Pascoli all’epoca del delitto.

Sono state cercate le impronte sull’etichetta dell’Estathè, su un sacchetto di biscotti, su una confezione di cereali e su un sacchetto della spazzatura che conteneva i rifiuti – tra cui una cannuccia su cui è stato già trovato il Dna di Alberto Stasi – della colazione consumata la mattina del 13 agosto 2007. Sui reperti sono state trovate otto impronte, tutte parziali – sei sul sacchetto dei cereali e due su quello della spazzatura.

Ora si dovrà valutare se siano, o meno, utilizzabili per un confronto. Luciano Garofano, ex comandante dei Ris di Parma e ora consulente della difesa di Sempio, ha spiegato che «su due reperti sono emersi dei rilievi dattiloscopici potenzialmente utili, che saranno confrontati naturalmente con Chiara Poggi, Alberto Stasi e l’indagato», e ha aggiunto che «vanno confrontati, ma in funzione degli esiti del Dna sembra più probabile che possano essere di Chiara Poggi e di Alberto Stasi, ma è tutto da stabilire».

Il legale di Sempio, Massimo Lovati dichiara: «Due di queste impronte latenti dovrebbero essere utili per una comparazione. Ma non ci aspettiamo nulla di diverso rispetto a quanto già emerso. Adesso bisognerà approfondire la questione emersa in queste ore della possibile contaminazione delle unghie, forse causata dalle pinzette usate durante l’autopsia. Per questo occorre attendere anche i dati grezzi che dovrà inviare il professor De Stefano. Io, comunque, rimango sicuro che Sempio non c’entra nulla».

Un passaggio decisivo dell’incidente probatorio riguarderà infatti gli accertamenti sul materiale genetico trovato sui margini ungueali della vittima, che secondo gli avvocati di Stasi e l’accusa sono riconducibili a Sempio. Angela Taccia, che difende l’indagato insieme al collega Lovati, ha spiegato che il suo assistito è «rassegnato, ma tranquillo. Dice che “tutto quello che devono accertare che lo accertino”, perché anche lui è abbastanza stufo di queste indagini».

L’avvocato di Alberto Stasi, Giada Bocellari, ha spiegato che le tracce parziali rinvenute oggi «non è detto che siano confrontabili e utili giuridicamente». Sul suo assisto ha aggiunto: «Vive come ha vissuto i mesi scorsi, sostanzialmente con distacco. Guarda al suo futuro: non ha in questo momento particolare interesse a seguire la vicenda e, infatti non la sta seguendo». 

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