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Il caso
11 Settembre 2025 - 17:27
Il Tribunale di Pavia
Un’eredità di 20 milioni di euro, di cui 5,5 milioni in denaro, depositi e titoli custoditi in due agenzie bancarie della Popolare di Sondrio e della Credite Agricole. Il resto è un patrimonio di beni immobili sparsi tra Milano, Morbegno, Chiavari, Lavagna, Genova, Liscate, Gropello. Per non dimenticare la Cascina Bernuzzi di Zinasco, con i mezzi agricoli, auto e arredi annessi. È quanto ha lasciato Giulio Campesi, un facoltoso funzionario laureato in Giurisprudenza, senza figli, morto l’8 gennaio di quest’anno all’età di 89 anni. Un’eredità ben descritta con testamento olografo depositato dal notaio Daniele Fuso di Garlasco, ma contesa dal nipote Roberto che non compare tra gli eredi. Figlio di un fratello di Giulio, Roberto Campesi aveva già tentato di avere per sè parte di una casa a Milano, lasciata allo zio dalla sorella. Il nipote contestava parte di proprietà, si è aperto un giudizio che ha dato ragione a Giulio. Forse per questo motivo l’incarico di erede universale con il compito di essere esecutrice testamentaria della cospicua eredità è stato affidato nel testamento a un’altra lontana parente, assieme ad Andrea Gioncada commercialista di Gropello Cairoli. A giugno il colpo di scena, con l’esecutrice che ha rinunciato al testamento e a quel punto il legittimo erede è diventato Roberto. Quest’ultimo, però, già in precedenza, a febbraio, intervenendo presso le banche con l’aiuto del suo legale avvocato Francesco De Sensi di Roma, era già riuscito a convincere la BPS a farsi girare la somma di 300 mila euro, asserendo di essere il legittimo erede. Ha invece resistito la Credite Agricole. Ora ricorrono al giudice di Pavia gli eredi che l’anziano possidente aveva individuato: marito e moglie, Jerasmo e Majlinda che lo hanno aiutato e accudito sino alla morte e gli gestivano la cascina. A loro Giulio Campesi ha lasciato 450mila euro alla donna, con la cascina e tutto quanto correlato. Al marito 100mila euro. È lo studio legale dell’avvocato Pietro Giorgis di Vigevano a tutelare i loro interessi e anche quelli di altri due destinatari del testamento olografo, a cui sono assegnati 200mila euro e 150mila. La richiesta è quella “inaudita altera parte” ovvero senza contradditorio, del sequestro conservativo dei beni del Campesi, al fine di arrivare a un giudizio di merito. È già stato ottenuto dal giudice Giacomo Rocchetti un decreto di concessione del sequestro di 900mila euro.
L'UDIENZA IN TRIBUNALE A PAVIA
Ieri (mercoledì) nell’udienza è comparso anche il nipote Roberto Campesi che con il suo legale Francesco De Sensi di Roma si è opposto. I beni immobili sono stati vincolati dai legati, ma sui liquidi c’è battaglia e stanno per attivarsi anche gli altri enti a cui il facoltoso possidente deceduto aveva lasciato i suoi beni: un milione e 200 mila euro all’Airc (ricerca sul cancro); stessa cifra allo Ieo Monzino. Seguono mezzo milione per Inrca (ospedale di Casatenovo); 100 mila per borse di studio della Fondazione Veronesi, 400mila alla Comunità di Sant’Egidio di Roma; 450mila a Save the children; 250 mila alla Cri di Pavia per l’acquisto di due unità mobili di rianimazione in memoria di Irene e Giulio Campesi. Altri amici, parenti e conoscenti si sono visti assegnare delle somme. Il motivo di discussione è la presenza dell’erede divenuto legittimo, ma solo dopo la rinuncia (apparentemente inspiegabile) della esecutrice testamentaria. Al giudice, che ieri si è riservato di decidere è stato anche chiesto che fosse nominato esecutore il commercialista Gioncada.
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