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17 Settembre 2025 - 19:57
Il Tribunale di Pavia
Il sequestro conservativo dei beni di Giulio Campesi, il facoltoso funzionario di Zinasco, laureato in Giurisprudenza, senza figli, morto l’8 gennaio di quest’anno all’età di 89 anni, è stato confermato nell’ordinanza emessa dal giudice del Tribunale di Pavia Giacomo Rocchetti. L’udienza si era tenuta alla presenza del nipote Roberto Campesi che si è opposto. Questi sarebbe l’erede legittimo (figlio di un fratello), ma è stato escluso totalmente dal testamento a causa di un cattivo rapporto con lo zio. Era riuscito, a febbraio, intervenendo con l’aiuto del suo legale avvocato Francesco De Sensi di Roma, a convincere la Banca Popolare di Sondrio a farsi girare in anticipo la somma di 300 mila euro. Tutti gli altri beneficiati citati nel documento olografo hanno ottenuto soddisfazione dal giudice che ha concesso il sequestro conservativo dell’ingente patrimonio di 5,5 milioni in denaro, depositi e titoli custoditi in due agenzie bancarie della Popolare di Sondrio e della Credite Agricole. L’eredità complessiva è di circa 20 milioni perché comprende anche immobili sparsi tra Milano, Morbegno, Chiavari, Lavagna, Genova, Liscate, Gropello. Uno di questi è la Cascina Bernuzzi di Zinasco, con mezzi agricoli, auto e arredi annessi, dove Giulio Campesi viveva ed era accudito da due dei destinatari dell’eredità: marito e moglie, Jerasmo e Majlinda che lo hanno aiutato sino alla morte e gestivano la cascina. Giulio Campesi ha lasciato 450 mila euro alla donna, con la cascina e tutto quanto correlato. Al marito 100mila euro. È stato lo studio legale dell’avvocato Pietro Giorgis di Vigevano a tutelare i loro interessi e anche quelli di altri due beneficiati a cui sono assegnati 200mila euro e 150mila. Sono stati i primi a chiedere il sequestro per 900mila euro “inaudita altera parte” a scopo precauzionale. Poi giovedì, in udienza, si sono attivati anche i restanti. Il facoltoso possidente deceduto aveva lasciato un milione e 200 mila euro all’Airc (ricerca sul cancro); stessa cifra allo Ieo Monzino; mezzo milione a Inrca (ospedale di Casatenovo); 100 mila per borse di studio della Fondazione Veronesi; 400mila alla Comunità di Sant’Egidio di Roma; 450mila a Save the children; 250 mila alla Cri di Pavia. Un particolare non da poco: l’erede universale, una lontana parente, avrebbe dovuto essere anche l’esecutrice testamentaria. Ma il 13 giugno ha rinunciato all’eredità e solo a quel punto erede legittimo è divenuto Roberto Campesi. Le parti hanno sessanta giorni di tempo per istruire il processo di merito.
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