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Un solo assassino in casa, l'avvocato di Sempio: «Così salta il concorso. Il Dna non è attribuibile. Verrà prosciolto»

Martedì i Ris hanno consegnato la consulenza sulla scena del crimine. Ci sarebbero novità sulla dinamica del delitto

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

18 Settembre 2025 - 10:32

Un solo assassino in casa, l'avvocato di Sempio: «Così salta il concorso. Il Dna non è attribuibile. Verrà prosciolto»

I ris di Cagliari davanti alla casa di via Pascoli lo scorso 9 giugno (foto di Jose Lattari)

«A noi la dinamica dell’omicidio non interessa. Se il killer è solo uno, salta il concorso». Parla così Massimo Lovati, avvocato di Andrea Sempio – attualmente indagato per omicidio in concorso nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco – dopo le indiscrezioni trapelate nelle ultime ore rispetto alle conclusioni contenute nella relazione depositata martedì dai Ris di Cagliari in Procura a Pavia. Ovvero che, dai nuovi risultati, non sarebbero state rilevate tracce riconducibili a un secondo, o a più assassini, come si è ipotizzato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. A uccidere la 26enne è stata una sola persona, come assodato finora.

Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani, la ricostruzione dei Ris conterrebbe comunque delle novità importanti rispetto alla scena del crimine. La relazione, un documento di oltre 300 pagine, è stata illustrata ai pubblici ministeri dal tenente colonnello Andrea Berti, Comandante del Reparto di investigazioni scientifiche di Cagliari, e si basa sull’analisi delle macchie di sangue rinvenute sul luogo del delitto attraverso la tecnica della Bloodstain pattern analysis (Bpa), che consente di ricostruire dinamica e modalità di un’aggressione a partire dalla disposizione e dalla forma delle tracce ematiche.

I rilievi erano stati effettuati nella casa di via Pascoli il 9 giugno scorso, utilizzando strumentazione avanzata, come scanner laser di ultima generazione e droni, che hanno permesso anche una ricostruzione tridimensionale della scena del crimine. «Stiamo parlando di una consulenza di parte – afferma l’avvocato Lovati – e quindi finirà nel cassetto del pm (la relazione è stata secretata e non sarà trasmessa agli avvocati in questa fase, ndr). Ma da quanto è uscito nelle ultime ore, sembra che le conclusioni a cui sono giunti i Ris vadano a confortare la nostra tesi. L’accusa incassa un altro gol, siamo due a zero per noi. Ma, siccome non sanno perdere, consultano il Var e sperano nella prossima mossa».

Il riferimento è probabilmente alla consulenza che la Procura ha commissionato alla professoressa Cristina Cattaneo, una delle massime esperte in antropologia forense, incaricata di rianalizzare vari aspetti sulla causa della morte, come l’arma del delitto e le lesioni riportate dalla vittima.

In attesa delle sue conclusioni, procede l’incidente probatorio. Il 26 settembre si terrà l’udienza per la richiesta di proroga. Infatti, mancano ancora gli accertamenti genetici sui profili ungueali della vittima, sui quali è stato rinvenuto Dna maschile – da qui è partita la nuova indagine –, Dna secondo l’accusa attribuibile a Sempio.

La difesa dell’indagato la vede diversamente: «Non c’è nessun Dna – dichiara l’avvocato Lovati – come già stabilito nelle precedenti perizie. Parliamo di Dna non attribuibile. Come per l’impronta 33. La genetista Albani mi risulta stia ancora aspettando i dati grezzi. Con questo quadro faccio una previsione: in udienza preliminare, Sempio va verso un proscioglimento».

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