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Delitto di Garlasco, cosa sta succedendo con le nuove indagini

L'ex procuratore Venditti è stato indagato per corruzione in atti giudiziari. C'è attesa per gli esiti delle analisi genetiche sul Dna trovato sopra le unghie di Chiara Poggi: il Gip ha concesso ai periti altri 70 giorni

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

28 Settembre 2025 - 13:58

Delitto di Garlasco, cosa sta succedendo con le nuove indagini

L'avvocato Massimo Lovati, difensore di Andrea Sempio, venerdì mentre risponde ai cronisti a Garlasco (foto di Jose Lattari)

Negli ultimi giorni ci sono stati diversi sviluppi nell’inchiesta sul delitto di Garlasco, l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nell’agosto del 2007. La novità principale riguarda l'iscrizione nel registro degli indagati dell'ex procuratore di Pavia Mario Venditti con l'accusa di corruzione in atti giudiziari. Secondo i magistrati, avrebbe ricevuto una somma di denaro – 20-30mila euro – per "favorire" un insabbiamento delle precedenti indagini a carico di Andrea Sempio, la cui posizione era stata archiviata per due volte. Venditti ha respinto con forza ogni addebito, parlando di accuse «false e offensive» per la sua carriera e la sua persona.

Le perquisizioni e l’ipotesi di corruzione

Venerdì sono state effettuate nuove perquisizioni a casa della famiglia di Andrea Sempio, attualmente indagato con l'accusa di omicidio in concorso, a casa degli zii, e nelle abitazioni dell'ex procuratore Venditti e di due carabinieri in congedo che ai tempi lavoravano per la sezione di polizia giudiziaria della Procura di Pavia. Le perquisizioni hanno riguardato, oltre alle case e alle pertinenze, anche computer, smartphone e supporti informatici.

I soldi e il “biglietto"

Tra gli elementi al centro dell’indagine c’è un trasferimento di denaro da parte della famiglia di Sempio, che la madre dell’indagato ha giustificato come necessario per pagare le spese legali.

Durante le perquisizioni effettuate nell'abitazione di Garlasco dei Sempio nel mese di maggio, era stato trovato un foglietto con annotati importi di denaro, oggi ritenuto un elemento importante nella nuova indagine della Procura di Brescia. Il padre di Sempio ha spiegato che si tratta di sue note personali, relative probabilmente al pagamento di bolli o documenti, e non di movimenti sospetti.

Il Dna e l’incidente probatorio

Nelle prossime settimane saranno decisivi i confronti genetici nell’ambito dell’incidente probatorio. Il più importante riguarda il profilo di Dna individuato sopra le unghie della vittima, che secondo l'accusa appartiene ad Andrea Sempio, ma che in precedenza non era stato ritenuto attribuibile. Le nuove indagini erano ripartite proprio da qui.

Nel corso dell'udienza di venerdì, il giudice per le indagini preliminari di Pavia Daniela Garlaschelli ha concesso una proroga di 70 giorni per permettere ai periti di completare le analisi generiche. L’esito sarà decisivo per capire se il profilo genetico possa essere attribuito a qualcuno.  

Il genetista Marzio Capra, consulente della famiglia Poggi, venerdì ha detto: «Per questa analisi sul Dna dei margini ungueali, dovremo effettuare tutti gli eventuali confronti». Il legale del fratello della vittima, l'avvocato Francesco Campagna, ha aggiunto: «Quel dna non era attribuibile, non c'era nessun elemento, ci sono dei dati probatori reali. Stiamo dando l'impressione agli italiani che non esistono le scienze forensi, che ognuno può fare una relazione e metterla lì».

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