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Garlasco, nuova analisi sul Dna: atteso l’esito biostatistico. Stasi «sconcertato» per l'inchiesta a carico dell'ex procuratore di Pavia

Un software di ultima generazione analizzerà il materiale genetico trovato sulle unghie della vittima

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

29 Settembre 2025 - 14:17

Garlasco, nuova analisi sul Dna: atteso l’esito biostatistico. Stasi «sconcertato» per l'inchiesta a carico dell'ex procuratore di Pavia

Gli avvocati di Alberto Stasi Giada Bocelari e Antonio De Rensis davanti al Tribunale di Pavia (foto di archivio)

Nella nuova inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi la parte centrale dell’incidente probatorio, disposto dal gip di Pavia Daniela Garlaschelli, riguarda un aplotipo Y – un segmento del cromosoma maschile utile a identificare la linea paterna – estratto dai reperti biologici raccolti nel 2007, nel corso dell'esame autoptico. Si tratta di un campione "parziale, misto e non consolidato", già oggetto di perizie in passato, e mai ritenuto pienamente affidabile.

Venerdì scorso, la genetista Denise Albani– nominata dal giudice per le indagini preliminari – ha ottenuto una proroga di 70 giorni per completare l’analisi, che sarà affidata a un software di ultima generazione capace di elaborare un confronto biostatistico. L’esito, atteso nelle prossime settimane, potrebbe essere decisivo per l’inchiesta che vede indagato Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, per omicidio in concorso. Secondo i consulenti della Procura, il profilo genetico individuato apparterrebbe proprio a Sempio.

Il materiale biologico era già stato analizzato nel 2014 dal professor Francesco De Stefano durante il processo che portò alla condanna definitiva di Alberto Stasi, fidanzato della vittima, a 16 anni di carcere. Allora i test avevano restituito profili maschili diversi e non ripetibili, confermando la scarsa affidabilità del reperto.

La posizione di Stasi e l’inchiesta su Venditti

Parallelamente, a Brescia procede l’indagine che ipotizza corruzione in atti giudiziari a carico di Mario Venditti, l’ex procuratore di Pavia che otto anni fa aveva chiesto l’archiviazione per Sempio. L’avvocato di Stasi, Giada Bocellari, ha riferito che il suo cliente ha reagito «con sconcerto» alla notizia delle nuove indagini che vedono coinvolto l'ex procuratore, pur scegliendo di non seguirne i dettagli quotidiani.

«Nel rispetto della presunzione di innocenza – ha detto l'avvocato Giada Bocelari – è un'ipotesi accusatoria che, semmai dovesse arrivare a qualcosa di più certo, ovviamente sarebbe gravissima. Per come è formulato adesso l'incolpazione, credo sia una delle peggiori accuse che possa essere mossa a un magistrato. Credo, quindi, abbia lasciato tutti abbastanza sconcertati. Ma lasciamo lavorare la Procura di Brescia».

La difesa di Stasi ricorda come già allora la rapidità con cui si arrivò all’archiviazione avesse destato perplessità, soprattutto per il rifiuto di consegnare i file audio delle intercettazioni. «C'era una sentenza definitiva da sconfessare, cosa non semplice – spiega Bocellari – E quindi la decisione non era sembrata anomala. Ma la tempistica, quella sì, ci era sembrata un po' veloce. E, soprattutto, ci aveva lasciato perplessi un fatto: dopo l'archiviazione, autorizzati, avevamo chiesto di avere accesso al fascicolo, ma ci erano stati negati per due volte i file audio delle intercettazioni».

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