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Delitto Poggi: «Dal Dna non otterranno nulla». L'avvocato di Sempio parla delle divergenze con l'ex Comandante del Ris

Nominato il nuovo consulente della difesa: è l'ex poliziotto Armando Palmegiani

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

01 Ottobre 2025 - 20:18

Delitto Poggi: «Dal Dna non otterranno nulla». L'avvocato di Sempio parla delle divergenze con l'ex Comandante del Ris

Altri 70 giorni per completare le analisi previste nell’incidente probatorio disposto nella nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi. La proroga è stata concessa venerdì scorso dal gip Daniela Garlaschelli, su richiesta della genetista Denise Albani, che ora dovrà esaminare il profilo di Dna individuato sopra i margini ungueali della vittima; secondo l’accusa il Dna maschile individuato appartiene ad Andrea Sempio.

In passato quel materiale biologico (che era stato repertato durante l’autopsia nel 2007) era stato analizzato dal professor Francesco De Stefano nel corso del processo che portò alla condanna definitiva di Stasi; De Stefano aveva concluso la perizia genetica parlando di «risultati incostanti, gravati da artefatti conseguenti a possibile degradazione e inserimenti contaminanti, nonché soggetti a probabile contaminazione ambientale», «non utilizzabili per definire una ipotesi di identità, quindi per effettuare alcun confronto con un profilo genetico».

La difesa di Stasi commissionò a sua volta una consulenza genetica, che invece individuò una corrispondenza tra il materiale genetico rinvenuto sulle unghie della vittima e il Dna di Sempio. Un risultato condiviso anche dalla consulenza chiesta dalla Procura in questa nuova inchiesta, che al momento vede come unico indagato per omicidio in concorso Andrea Sempio.

Il materiale genetico su cui effettuare nuove estrazioni non esiste più (era stato utilizzato tutto durante le analisi del professor De Stefano), e le nuove analisi saranno effettuate utilizzando un software di ultima generazione capace di elaborare un confronto biostatistico.

«Non otterranno nulla», commenta l’avvocato di Sempio Massimo Lovati. Martedì il suo consulente “storico”, l’ex comandante del Ris di Parma Luciano Garofano, ha comunicato di rinunciare all’incarico; una decisione maturata con la «mancata condivisione» da parte della difesa delle sue indicazioni scientifiche e metodologiche in vista dell’incidente probatorio. Garofano ha ribadito di considerare Sempio «una persona che, sulla base delle evidenze scientifiche acquisite, meriterebbe di essere scagionata dall’ipotesi di reato per cui risulta indagata», ha precisato con una nota.

L’avvocato Lovati aggiunge: «È una cosa maturata nel tempo, Garofano voleva chiedere di allargare l’incidente probatorio inserendo l’impronta 33, da quando l’aveva proposto l’avvocato Tizzoni (legale dei Poggi, ndr). Io non sono d’accordo».

Chi sostituirà Garofano? «Ho già in mente qualcuno – dichiara il legale di Sempio –, ma per adesso non lo dico. Magari non nomino nessuno. Anche perché qui non ci sono più soldi, le perizie costano (nel 2017 Garofano ha riferito di aver fatturato per una relazione tecnica sul caso Sempio 5mila euro, ndr). Sempio è ko, Io anche, noi avvocati stiamo lavorando pro bono». 

IL NUOVO CONSULENTE È L'EX POLIZIOTTO ARMANDO PALMEGIANI

Nel tardo pomeriggio è arrivata la notizia che la difesa di Sempio ha conferito l'incarico a Armando Palmegiani, ex commissario capo della Polizia di Stato che ha lavorato per 30 anni alla Scientifica; andato in pensione a febbraio, Palmegiani era nella sezione omicidi della Squadra mobile di Roma e si è occupato, tra i vari casi, del femminicidio di Sara Di Pietrantonio, lavorando anche al riconoscimento delle vittime italiane dello tsunami. «Mi sento professionalmente pronto – ha detto Palmegiani – è un incarico complesso, ma non mi sembra che ci siano grandi elementi probatori contro Sempio. Mi è sembrato giusto prendere questo incarico ricoperto finora da Luciano Garofano, di cui ho da sempre stima».

L’avvocato Lovati si toglie infine un sassolino dalla scarpa: «Venerdì? Un bello scherzetto. La scelta del giorno per le perquisizioni non credo sia stata casuale (il decreto di perquisizione e sequestro è datato dieci giorni prima, 16 settembre, ndr). Invece di essere in Tribunale per l’incidente probatorio, ho dovuto passare la giornata a casa di Sempio e in Guardia di finanza».

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