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VIGEVANO

Fallimento Ast, la Procura ricorre in appello

Il processo si era concluso il 9 gennaio scorso con l'assoluzione di tutti gli imputati accusati di bancarotta e peculato per il fallimento del Consorzio

Mario Pacali

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mario.pacali@ievve.com

08 Ottobre 2025 - 18:52

Fallimento Ast, la Procura ricorre in appello

Il Tribunale di Pavia

Era “del tutto assente una prospettiva di fallibilità del Consorzio”. Ma soprattutto “era stato ideato un attento e preciso percorso di liquidazione, anche da soggetti estranei alla qualifica di imputati, che prevedeva un’articolata frammentazione delle attività del Consorzio che sarebbero culminate nella liquidazione attraverso le somme messe a disposizione dal Comune di Vigevano e come tali accantonate in apposite delibere, su cui gli imputati non potevano fare affidamento”. Ma le motivazioni che hanno portato il Tribunale di Pavia il 9 gennaio scorso ad assolvere l’allora sindaco di Vigevano Andrea Sala, dell’ex presidente del Consorzio Ast Massimo Boccalari, del direttore dell’Agenzia di Sviluppo Territoriale Alessandro Mazzoli e dell’ex presidente della Fondazione Roncalli Carlo Cavigliani (per tutti l’accusa era di bancarotta e peculato per il fallimento del Consorzio Ast) sono state impugnate dalla Procura della Repubblica di Pavia. Pochi giorni prima della scadenza dei termini, il Pm Roberto Valli ha presentato ricorso in Appello.

Secondo quanto si apprende dai corridoi di Palazzo di Giustizia, nel dossier inviato a Milano (che consta di una novantina di pagine) le motivazioni che avrebbero portato il Tribunale in primo grado all’assoluzione degli imputati, sarebbero ondivaghe e inficiate di contraddizioni e inesattezze. I punti contestati dalla Procura, che in udienza aveva chiesto le condanne per tutti gli imputati, si riferirebbero alla condotta distrattiva del ramo d’azienda (giudicato dal collegio insussistente, al punto che nelle motivazioni si evince che la cessione non poteva costituire reato in quanto i beni ceduti non erano di proprietà dell’ex Consorzio Ast, bensì di Regione Lombardia), la condotta distrattiva della giacenza di conto corrente dove per i giudici non è emerso l’elemento di dolo, e la condotta di peculato rispetto alla quale il Tribunale ha ritenuto anche in questo caso non accertata l’ipotesi di reato contestata.

La vicenda dell’Agenzia di Sviluppo Territoriale di Vigevano era nata nel 2016, con la chiusura del Consorzio. La bancarotta contestata dalla Procura della Repubblica di Pavia riguardava il trasferimento del ramo formazione di Ast a titolo gratuito e la donazione di 334.941 euro a Fondazione Roncalli. La cessione sarebbe servita per dare attività e continuità alla scuola e per tutti gli imputati - secondo la ricostruzione della Procura - c’era un movente di benefici personali, come il consenso elettorale, il ruolo e il lavoro. Questa tesi, però, non ha retto, e il Tribunale ha assolto tutti.

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