Cerca

il nuovo filone di indagine

Inchiesta Venditti: intercettazioni, dialoghi e appunti sul caso Sempio

Dagli atti depositati al Riesame di Brescia si cerca di ricostruire i rapporto tra l'ex procuratore di Pavia, l'ex maresciallo Spoto e la famiglia del 37enne indagato per il delitto di Garlasco

Ilaria Dainesi

Email:

ilaria.dainesi@ievve.com

09 Ottobre 2025 - 20:51

Inchiesta Venditti: dagli atti emergono intercettazioni, dialoghi e appunti su Sempio

Le perquisizioni di carabinieri e Guardia di finanza del 26 settembre a casa della famiglia Sempio (foto di Jose Lattari)

Nuovi dettagli emergono dagli atti depositati al Tribunale del Riesame di Brescia nell’ambito dell’inchiesta che vede coinvolto l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, accusato di corruzione in atti giudiziari nell'ambito della richiesta di archiviazione del 2017 sull'omicidio di Chiara Poggi. Martedì prossimo, 14 ottobre, si terrà l'udienza per discutere la revoca del provvedimento di perquisizione e sequestro eseguito il 26 settembre.
Tra le carte figurano anche alcune intercettazioni e appunti ritenuti significativi per ricostruire i rapporti tra la famiglia di Sempio, l’ex maresciallo dei carabinieri Giuseppe Spoto (che in quegli anni era forze alla sezione di polizia giudiziaria della Procura di Pavia) e gli avvocati che assistevano Andrea Sempio.

L’intercettazione del 2017

In una telefonata registrata l’8 febbraio 2017 – due giorni prima dell’interrogatorio di Sempio – uno degli ex legali dell'indagato chiede a Spoto: «Che aria tira?».
Il maresciallo, che quel giorno aveva notificato al giovane l’invito a comparire, risponde: «
Ma non lo so perché io sono un semplice ambasciatore (...) ambasciator non porta pena». E l'avvocato: «pensa che... sia buona l'aria?». Spoto: «Se vogliono parlargli ... veda lei insomma (...) tiri le sue conclusioni».

Il passaggio ha attirato l’attenzione degli investigatori, che nel loro verbale riportano come anomalia il fatto che l’atto di notifica sia stato redatto oltre un’ora dopo la conversazione. In quel lasso di tempo, scrivono Guardia di finanza di Pavia e Brescia e carabinieri di Milano, sarebbe «interessante comprendere» quali fossero «le domande» a cui Spoto fa riferimento in un’altra chiamata.

Gli investigatori collegano l’episodio ad altre intercettazioni nelle quali Sempio e il padre si dicevano convinti di conoscere il contenuto degli atti di indagine e la natura delle domande che sarebbero state rivolte durante l’interrogatorio.

Gli appunti del padre di Sempio

Nei documenti consegnati al Riesame figurano anche due pagine di appunti, trovate nel maggio scorso in un quaderno-rubrica appartenente a Giuseppe Sempio, padre di Andrea – il 37enne ora indagato per omicidio in concorso nella nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi della Procura di Pavia.
In uno dei passaggi scritti a mano si legge: «
L'accusa di Stasi verso i Sempio perché sono loro che hanno fatto seguire mio figlio Andrea accusandolo con il Dna quindi non è una difesa è un'accusa verso la mia famiglia».

In un altro, datato 4 febbraio 2016 (ma che secondo gli investigatori si riferirebbe in realtà al 2017), compare un riferimento ai magistrati: «se archivia l’indagine dovrebbe mettere il nome del soggetto sulla archiviazione Sempio Andrea». «Così non può essere indagato x lo stesso motivo il Dna».

Gli inquirenti considerano questi scritti rilevanti per comprendere i rapporti e le aspettative della famiglia Sempio nei confronti della Procura pavese in quel periodo. Nelle stesse pagine compare anche la frase già nota «Venditti gip archivia x 20.30 euro», che gli investigatori hanno inserito tra gli elementi a supporto dell’ipotesi di corruzione.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su L'informatore

Caratteri rimanenti: 400