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Le indagini
11 Ottobre 2025 - 10:50
L'ex procuratore Mario Venditti
Sui magistrati pavesi, per competenza, indaga la Procura di Brescia e dalle indagini su quello che ormai viene definito “sistema Pavia” emergono favori simili a quello ipotizzato per l’archiviazione di Andrea Sempio, emerso nella seconda inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto del 2007, per cui è già stato condannato in via definitiva il fidanzato Alberto Stasi. Il peculato di almeno 750 mila euro si riferirebbe ai fondi gestiti dalla Procura per vetture e servizi affidati in maniera impropria a privati tra il 2017 e il 2020. Il giro di auto è emerso anche nell'inchiesta Clean 2 di Pavia.
Tra i personaggi che gravitano nella vicenda ci sono Giuseppe Spoto e Silvio Sapone i due ex carabinieri perquisiti il 26 settembre che operavano nell'aliquota di polizia giudiziaria con l'ex Pm Mario Venditti. L'inchiesta per corruzione e peculato si interseca con quella che l’altro ieri ha portato a perquisire anche il pm Pietro Paolo Mazza, fino al 2024 a Pavia. Le Fiamme Gialle bresciane avevano chiesto alla pm Claudia Moregola di poter effettuare anche "mirati accertamenti bancari" pure sui conti del giudice Fabio Lambertucci, che da gip archiviò 8 anni fa la prima indagine su Sempio, su richiesta di Venditti con l'allora pm Giulia Pezzino, che poi lasciò la magistratura. L'ormai noto appunto del padre dell'indagato recitava: "Venditti gip archivia X 20.30 euro". La richiesta di analisi bancarie riguardava pure le gemelle Stefania e Paola Cappa, sempre tirate in ballo nel caso Garlasco e mai indagate.
L'avvocato Massimo Dinoia, legale del pm Pietro Paolo Mazza indagato nell'inchiesta bresciana assieme all'ex procuratore Mario Venditti commenta: «In relazione alle notizie emerse, non abbiamo la più pallida idea: non abbiamo mai sentito parlare né di 750mila euro, né di dieci macchine. Il decreto di perquisizione, infatti, non fa riferimento né ai primi, né alle seconde». Il legale ha spiegato che il magistrato comprò nel 2017 in leasing una Mercedes per quasi 45mila euro, pagò le rate ogni mese e poi riscattò la macchina nel marzo del 2019 pagando l'ultima rata da 20mila euro. Dopo qualche mese, avrebbe rivenduto l'auto a metà del prezzo ad una società dei fratelli D'Arena, titolari della società di intercettazioni Esitel, anche questa al centro dell'indagine bresciana.
Negli atti depositati al Tribunale del Riesame di Brescia, a cui ha fatto ricorso Venditti, con il legale Domenico Aiello, contro perquisizioni e sequestri vengono riportati dettagli delle presunte "anomalie" evidenziate dalla Gdf di Brescia e Pavia e dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano.
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