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La vicenda
15 Ottobre 2025 - 23:00
La ex comandante Maria Grazia Pietrapertosa
L’assoluzione in primo grado dei due agenti di polizia locale Maria Grazia Pietrapertosa e Luigi Critelli ha aperto le porte alla immediata riassunzione della ex comandante, che lunedì ha ripreso il lavoro: «È stata una gogna mediatica che mi ha causato tanto dispiacere. Però ho avuto sempre la verità nel cuore è percepivo di avere subito un’ingiustizia. Poi la verità è emersa perché doveva emergere ed è finita bene. Io dentro di me l’ho sempre saputo». La Pietrapertosa commenta ancora sul processo: «Lungo, ma non difficile. Alla fine sono stati sempre tutti dalla nostra parte». Ora chè è di nuovo in ufficio afferma: «Quando sono ritornata al comando ho trovato una grande e ottima accoglienza. Sono in molti ad avermi voluto bene e di questo sono molto felice. Ho sempre cercato di essere a portata delle famiglie e di risolvere i problemi. Ho anche donato, per la mia passione artistica, cinque quadri di carattere religioso alle chiese di Cassolnovo. Come avrei potuto fare una cosa come quella di cui mi hanno accusato?»
L’iter giudiziario era terminato lunedì 25 settembre davanti alla sezione collegiale del Tribunale presieduto dal giudice Fabio Lambertucci. Pietrapertosa e Critelli erano accusati di concussione, falso in atto pubblico, stalking e induzione indebita. Ma è stato lo stesso pubblico ministero Stefano Civardi a chiederne l’assoluzione. Anche il sindaco di Cassolnovo Luigi Parolo ha voluto commentare il reintegro della ex comandante. «Il rientro in servizio dell’ufficiale Pietrapertosa, che opera sotto il comando di Yuri Cavagnari, rappresenta un passo importante per ricostruire un organico che, insieme ai due agenti già presenti, punta a rispondere al meglio alle esigenze della comunità di Cassolnovo e dei suoi cittadini. Grazie alla collaborazione, all’impegno e al lavoro di squadra, l’obiettivo è continuare a migliorare i servizi e il supporto per tutti i cassolesi. Conto sullo spirito di unità e dedizione di tutti per superare la difficile situazione che si è venuta a creare e che ha coinvolto l’intera comunità».
Diverso è il possibile reintegro per il vice Luigi Critelli, che al momento del processo (c’erano stati anche gli arresti domiciliari per entrambi) si era dimesso e quindi ora, per la riammissione deve procedere con un iter più complesso e non immediato.
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