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depositata una nuova memoria

La difesa di Venditti rileva «violazioni nell’uso degli investigatori»

Secondo l’avvocato dell’ex procuratore «è Pavia che mantiene la conduzione delle indagini con la propria polizia giudiziaria anche a Brescia»

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

28 Ottobre 2025 - 18:21

La difesa di Venditti rileva «violazioni nell’uso degli investigatori»

Le perquisizioni del 26 settembre scorso a casa della famiglia Sempio (foto di archivio di Jose Lattari)

La difesa dell’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti ha trasmesso una nuova memoria alle Procure generali di Milano e Brescia, alle Procure di Brescia e Pavia e alla gip pavese Daniela Garlaschelli, sostenendo che l’indagine condotta dai magistrati bresciani sulla presunta corruzione in atti giudiziari sarebbe viziata da irregolarità. Al centro del documento, l’utilizzo “incrociato” delle forze di polizia giudiziaria, che secondo la difesa violerebbe quanto previsto dall’articolo 58 del codice di procedura penale

Secondo il ragionamento del legale dell’ex pm, «ogni procura della Repubblica dispone della rispettiva sezione di polizia giudiziaria e quella deve usare per le indagini». Brescia, invece, si sarebbe avvalsa della Guardia di finanza di Pavia e del Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano: gli stessi reparti già impegnati nell’inchiesta della procura di Pavia su Andrea Sempio, il 37enne al centro del nuovo filone sul delitto di Chiara Poggi a Garlasco, per il quale è stato nuovamente iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio in concorso

Per la difesa di Venditti, questa sovrapposizione confermerebbe la connessione tra i due procedimenti: da una parte quello pavese su Sempio e dall'altro quello bresciano su Venditti, quest'ultimo accusato di aver favorito nel 2017 proprio Sempio in cambio di denaro nella richiesta di archiviazione. Da qui la richiesta che l’intera indagine sul delitto venga trasferita a Brescia, «compreso l’incidente probatorio in corso» a Pavia. 

L'avvocato Aiello parla di una sorta di «Procura ombra», sostenendo che «è Pavia che mantiene la conduzione delle indagini con la propria polizia giudiziaria anche a Brescia». Una circostanza che, per la difesa, comprometterebbe la regolarità delle attività investigative. 

Nel frattempo, sempre da Brescia è stato emesso un nuovo decreto di sequestro nei confronti di Venditti. I pm intendono acquisire undici anni di dati da telefoni, computer e altri dispositivi elettronici, «a partire dal luglio del 2014», quando l’ex magistrato assunse l’incarico di procuratore aggiunto a Pavia. 

Nel provvedimento i magistrati evidenziano che il precedente annullamento del Riesame «è stato disposto per motivi formali e non di merito», e spiegano che non si limiteranno a ricerche con parole chiave: «questo metodo non consentirebbe una acquisizione completa e proficua di tutti gli elementi di prova necessari». 

Una decisione che la difesa di Venditti contesta apertamente, ritenendo la ricerca troppo ampia e “generica”, oltre che priva di indizi concreti per giustificare nuovi sequestri. L'ulteriore ricorso sarà presentato nei prossimi giorni al Tribunale del Riesame di Brescia. Dato che «non hanno trovato i presunti corruttori di Venditti - dichiara l’avvocato Aiello - vogliono undici anni di dati».

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