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la vicenda del 2016

Abbiategrasso, 20enne ucciso da un colpo di pistola esploso durante un inseguimento. Dopo 9 anni la famiglia chiede di riaprire il caso

Ipotesi di omicidio volontario. All'epoca l'indagine, per eccesso colposo in legittima difesa, fu archiviata dal gip su richiesta della Procura di Pavia, allora diretta dal procuratore Mario Venditti

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

29 Ottobre 2025 - 20:46

Abbiategrasso, ucciso nel 2016 da un colpo di pistola esploso da un agente al termine di un inseguimento. La famiglia chiede di riaprire l’inchiesta

A nove anni dalla morte di Soufiane Ech Chafiy, la famiglia del giovane di 20 anni – ucciso da un colpo di pistola esploso da un agente ad Abbiategrasso nel marzo del 2016 – ha presentato una nuova istanza alla Procura di Pavia chiedendo la riapertura dell’inchiesta. I legali dei familiari, gli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli, hanno chiesto di indagare per omicidio volontario, sostenendo che l’archiviazione disposta allora dal gip Fabio Lambertucci si basò su elementi incompleti e su una ricostruzione che oggi appare contraddittoria.

L’indagine, all’epoca, era stata aperta per eccesso colposo in legittima difesa dal pm Roberto Valli e poi archiviata su richiesta della Procura di Pavia, diretta dal procuratore aggiunto Mario Venditti, oggi indagato a Brescia nell’ambito del cosiddetto “sistema Pavia” e per presunte irregolarità legate al caso Garlasco.

Secondo quanto riportato nell’istanza, i legali fanno riferimento ad alcuni passaggi già contenuti nell’ordinanza di archiviazione del dicembre 2016. In quel provvedimento, il gip aveva riconosciuto che si poteva escludere che il ragazzo impugnasse un oggetto che «poteva essere scambiato per un’arma» dagli agenti, che lo avevano inseguito dopo che l’auto su cui viaggiava non si era fermata all’alt.

Nonostante ciò, il giudice scrisse che non era possibile ipotizzare una condanna per eccesso colposo, anche se la «vittima disarmata è stata uccisa da un colpo sparatogli alle spalle». Un passaggio che oggi i legali della famiglia considerano decisivo per chiedere di riaprire il caso.

Nella nuova istanza, i legali sottolineano anche che nelle relazioni degli agenti si parlava falsamente di un’arma impugnata da Soufiane, e che non venne mai disposta una perizia balisticaGli altri due giovani che si trovavano in auto con lui furono in seguito assolti nel processo per resistenza; ora i legali della famiglia della vittima chiedono che siano sentiti come testi.

Il pm Valli, che coordinò l’inchiesta nel 2016, è lo stesso magistrato che in seguito si occupò del caso di Massimo Adriatici, l’ex assessore leghista alla sicurezza di Voghera che nel 2021 sparò a Younes El Boussettaoui. Anche in quel procedimento, inizialmente aperto per eccesso colposo in legittima difesa, gli stessi avvocati Piazza e Romagnoli, legali della famiglia della vittima, ottennero la riqualificazione del reato in omicidio volontario, ora al centro del processo.

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