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l'udienza lunedì mattina

L’ex procuratore di Pavia Mario Venditti davanti al Riesame: «Mai preso decisioni in autonomia»

Il legale del magistrato, ora in pensione, chiede la restituzione di computer e telefoni sequestrati. Il Tribunale di Brescia si riserva la decisione. Nell’inchiesta anche il pm Mazza e nuovi sviluppi sul caso Sempio

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

03 Novembre 2025 - 15:27

L’ex procuratore di Pavia Mario Venditti davanti al Riesame: «Mai preso decisioni in autonomia»

L'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti

È durata circa due ore l’udienza davanti al Tribunale del Riesame di Brescia di oggi, lunedì, in cui l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti ha chiesto la restituzione dei dispositivi informatici sequestrati nell’ambito dell’inchiesta sul “sistema Pavia”, sulla presunta mala gestione della Procura pavese. Davanti ai giudici, Venditti – oggi in pensione – ha reso dichiarazioni spontanee, respingendo le accuse di corruzione e peculato: «In qualità di procuratore aggiunto non ho mai preso decisioni in autonomia in merito alle intercettazioni o all’affidamento di contratti di noleggio», ha spiegato.

Assistito dal suo legale, l’avvocato Domenico Aiello, l’ex magistrato ha sostenuto che il Nucleo economico-finanziario della Guardia di finanza partecipava quotidianamente alle riunioni e seguiva «circa l’80% delle indagini contestate», una componente che però – ha aggiunto Venditti – «è del tutto scomparsa» nell’attuale indagine bresciana, oggi concentrata sui presunti comportamenti illeciti di alcuni carabinieri.

A rappresentare l’accusa in aula c’era Chiara Bonfadini, sostituto procuratore che  affianca la collega Claudia Moregola nella gestione del fascicolo. La decisione di riorganizzare il team d’indagine, maturata dal procuratore capo Francesco Prete, risale alle scorse settimane.

I giudici del Riesame si sono riservati la decisione sulla richiesta di dissequestro dei telefoni, computer e hard disk non solo di Venditti, ma anche di Pietro Paolo Mazza, oggi sostituto procuratore a Milano, indagato nello stesso filone dell’inchiesta “Clean”.

Nuovi sviluppi legati al caso Sempio

Parallelamente, emergono altri elementi dall’indagine condotta dai pm di Brescia sulla presunta corruzione in atti giudiziari che coinvolge Venditti e Giuseppe Sempio, padre di Andrea, il 37enne nuovamente indagato dalla Procura di Pavia per l’omicidio in concorso di Chiara Poggi.

Secondo un’annotazione del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Milano datata 16 luglio 2025, gli inquirenti hanno chiesto di acquisire i tabulati telefonici degli ultimi 6 anni di 16 utenze intestate a tre ex carabinieri in pensione che collaboravano con la Procura di Pavia ai tempi di Venditti: Silvio Sapone, Giuseppe Spoto (entrambi non indagati) e Antonio Scoppetta, quest’ultimo già condannato a quattro anni e mezzo nel processo “Clean 2”.

La richiesta, resa possibile dalle norme che consentono la conservazione dei dati per reati gravi come omicidio o terrorismo, mira a chiarire alcune anomalie nelle notifiche della convocazione di Andrea Sempio nell’indagine del 2017 e nei rapporti tra gli investigatori e l’indagato.

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