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Il fatto

Mortara, la donna vittima dello stalker ha paura. La denuncia dell’ex assessore Olivelli

Episodio collegato al decesso di Salvatore Riccobene, l’anziano che si era “messo di mezzo”

Bruno Romani

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bruno.romani@ievve.com

05 Novembre 2025 - 09:41

Mortara, la donna vittima dello stalker ha paura. La denuncia dell’ex assessore Olivelli

La casa di via Marzotto 7 a Mortara

Il decesso di Salvatore Riccobene, 90 anni, era avvenuto il 20 ottobre e i funerali si sono celebrati venerdì scorso. L’episodio che ha causato la morte era nato dalla colluttazione tra l’anziano, in presenza della moglie, e un inquilino dello stesso condominio di via Marzotto 7 avvenuto il 29 settembre. L’uomo avrebbe spinto l’anziano che è poi caduto, ha battuto il capo ed è deceduto in ospedale dopo venti giorni.

L'ex assessore Andrea Olivelli

Ma la vicenda è collegata ad altri fatti di stalkeraggio che erano preesistenti e a un'aggressione successiva. Racconta la storia, per essere un testimone diretto, l’ex assessore Andrea Olivelli: «Conosco bene la donna che è stata molestata - afferma - non vuole parlare, perché è spaventata e in preda alla paura. Ma voglio farlo io, perché sono stato testimone di una vicenda che è molto delicata, pericolosa, e io ritengo sicuramente da codice rosso». «Questa donna di 56 anni – prosegue Olivelli – abita nello stesso condominio di via Marzotto in cui abitavano sia l’anziano che lo stalker cinquantenne. Quest’ultimo è lo stesso che dopo avere colpito il vicino è stato indagato in seguito alla sua morte». Olivelli prosegue raccontando prima un antefatto: «La donna era stata avvicinata e molestata nelle cantine anche prima dell’episodio del decesso dell’anziano». Poi l'episodio più recente: «Successivamente è successo che trovandosi a tu per tu, sulle scale del palazzo, sia stata colpita, probabilmente un pugno, sferrato dallo stalker violento. Ce l’aveva con lei, la insidiava, la curava, le prestava attenzioni non volute. Dopo quel pugno si è recata al pronto soccorso e la prognosi assegnata dai medici, 30 giorni per contusioni e rottura delle costole, le ha consentito di recarsi dai carabinieri per la denuncia. È una donna che abita sola – prosegue ancora l’ex assessore e sindaco nei primi anni Novanta – ma la casa è di sua proprietà e non vuole venire via. Io la accompagno a fare la spesa, quando deve uscire, e a dormire si reca da amici. È una vita che per lei è diventata tremenda, quel vicino di casa violento è un pericolo, servirebbero dei provvedimenti».

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