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Il giudizio

Processo Bertè per bancarotta: difesa e Procura concordano una pena ai domiciliari

La prima udienza del processo di appello in Tribunale a Milano è stata rinviata al 17 dicembre. Per Biani e Ascrizzi richieste invariate. Ma gli avvocati chiedono l’assoluzione

Bruno Romani

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bruno.romani@ievve.com

06 Novembre 2025 - 17:48

Processo Bertè per bancarotta: difesa e Procura concordano una pena ai domiciliari

Il rogo del 6 settembre 2017 a Mortara

Si è aperto oggi (giovedì) in Tribunale a Milano il processo d’appello per bancarotta, autoriciclaggio, false fatturazioni e reati ambientali che vede imputato Vincenzo Bertè, 58 anni, titolare della Eredi Bertè Antonino srl di Mortara. Era stato condannato in primo grado a sei anni di reclusione nel gennaio del 2024. Nello stesso giudizio furono condannati a sette anni Andrea Biani, 58 anni (tenendo conto della complicità che ebbe nel rogo doloso) titolare della Eredi Bertè Ecology e Vincenzo Ascrizzi, 41 anni, connesso con Bertè per alcune attività fiscali, con un ruolo minore, titolare della Mwr, società parallela a quelle di Bertè e Biani. La sua condanna fu di 2 anni e sei mesi.
Il procuratore generale e gli avvocati di Bertè (Perla Sciretti e Arianna Dutto di Milano) hanno chiesto ai giudici del Tribunale d’appello un concordato di pena riducendola da 6 a 4 anni con la possibilità di scontarla ai domiciliari. I giudici dovranno decidere per quante ore e in quali giorni della settimana Vincenzo Bertè potrà uscire. Per Biani e Ascrizzi, invece, la Procura ha rinnovato la pena di primo grado, mentre i difensori di fiducia, rispettivamente Mario Marino di Milano e Domenico Ascrizzi di Palmi hanno chiesto l’assoluzione.
La sentenza è attesa il 17 dicembre e due giorni dopo, il 19, sarà celebrato sempre in Appello a Milano anche il processo per il rogo doloso. In questo caso la sentenza era del 18 settembre 2023 e Bertè, ritenuto colpevole, fu condannato a 4 anni di reclusione. Il rogo in via Fermi a Mortara era scoppiato il 6 settembre 2017 ed ebbe una vasta eco, anche nazionale. In seguito a quell’evento la società fallì e vennero riscontrati i reati fiscali e ambientali per cui è in corso l'attuale procedimento d’appello. Sono costituite diverse parti civili: il fallimento (avvocato Rodolfo Masera), il Comune di Mortara (avvocato Anna Maria Ghigna), AsMortara e AsMare (avvocato Anna Rita Biscaldi); Legambiente Lombardia (avvocato Sergio Cannavò) e Futuro Sostenibile per la Lomellina (avvocato Loriana Zanuttigh).

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