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la vicenda giudiziaria

Caso Garlasco, l’ex procuratore Venditti potrebbe denunciare i pm di Pavia. «Ho tanta rabbia in corpo»

In una nota accusa i magistrati di Brescia di aver «falsificato le carte». Oggi il Riesame ha annullato i sequestri disposti nell’inchiesta sul “sistema Pavia”, accogliendo i ricorsi presentati dalla difesa

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

07 Novembre 2025 - 18:20

Caso Garlasco, l’ex procuratore Venditti potrebbe denunciare i pm. «Ho tanta rabbia in corpo»

Da sinistra: l'avvocato Aiello e l'ex procuratore Venditti

Dopo la decisione di oggi del Riesame di annullare il decreto di perquisizione e sequestro, l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti torna a difendersi, respingendo con forza le accuse formulate dalla Procura di Brescia. Non solo, attraverso il suo legale, ha fatto sapere che «sta valutando» se presentare una denuncia nei confronti dei magistrati pavesi per il capo d’imputazione formulato a carico di Andrea Sempio, nell’ambito del delitto di Garlasco. «Non c’è dubbio – ha spiegato l'avvocato di Venditti, Domenico Aiello, in conferenza stampa – che sia una rappresentazione falsa iscrivere qualcuno in concorso con un altro, quando c’è una Cassazione che dice che c’è stato un solo assassino e una sola presenza sulla scena del crimine», cioè quella di Alberto Stasi, unico condannato in via definitiva per il delitto della fidanzata Chiara Poggi.

L'avvocato Aiello aveva già segnalato la possibilità di profili di falso ideologico nel procedimento aperto nei mesi scorsi, spiegando che bisognerebbe prima passare per «un'istanza di revisione» sul «giudicato Stasi» da parte della difesa di quest'ultimo, o della Procura generale di Milano.

In una nota diffusa oggi, Venditti ha poi attaccato duramente l'attività della Procura di Brescia, che lo indaga in due distinti filoni: uno legato al caso Garlasco per l'ipotesi di corruzione in atti giudiziari, e l’altro relativo al cosiddetto “sistema Pavia”.

«La Procura di Brescia, pur di perseguire l’obiettivo di sottopormi ad una perquisizione infamante e a un sequestro punitivo, ed espormi in questo modo al pubblico ludibrio dopo oltre 40 anni di carriera specchiata – scrive l'ex magistrato oggi in pensione – non ha esitato a falsificare le carte, affermando nel decreto dell’8 ottobre 2025 che avrei sostanzialmente acquistato autovetture a titolo gratuito, ovvero a prezzi inferiori a quelli di mercato, contrariamente a quanto già da luglio 2025 relazionava la Guardia di finanza», sostiene l'ex procuratore aggiunto di Pavia.

Venditti ha poi detto di avere «tanta rabbia in corpo», e ha osservato come la decisione di oggi del Tribunale del Riesame rappresenti «un risultato positivo», ma non sufficiente a cancellare «il rammarico ed il grave sconforto che deriva da quanto sto immotivatamente subendo».

«Questo nuovo annullamento – ha aggiunto l'ex procuratore aggiunto di Pavia – è l’ulteriore dimostrazione della totale illegittimità e arbitrarietà dei provvedimenti e delle accuse nei miei confronti». Venditti ha poi concluso chiedendo alle autorità preposte di «vigilare sul corretto esercizio della funzione requirente», «arrestando questo linciaggio di piazza».

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