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Il Riesame ha annullato i sequestri ai magistrati Venditti e Mazza

Revocato il decreto di perquisizione e sequestro nell’inchiesta sul cosiddetto “sistema Pavia”. I dispositivi dell'ex procuratore aggiunto rimangono però in mano agli inquirenti perché collegati all'inchiesta su Sempio nel caso Garlasco

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

07 Novembre 2025 - 11:41

Il Riesame ha annullato i sequestri ai magistrati Venditti e Mazza

L'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti

Il Tribunale del Riesame di Brescia ha annullato il decreto di perquisizione e sequestro disposto lo scorso 9 ottobre nei confronti di due magistrati: l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti (ora in pensione) e il pm Pietro Paolo Mazza, in servizio a Milano, accusati di corruzione e peculato. La decisione riguarda l’inchiesta sul cosiddetto “sistema Pavia”, condotta dalla procura bresciana e legata anche agli sviluppi del caso Garlasco. Con il provvedimento, i giudici hanno accolto il ricorso dei difensori, disponendo la restituzione di tutto il materiale sequestrato durante le perquisizioni – telefoni, computer e vari dispositivi elettronici.

Ma solo al pm Paolo Mazza verranno riconsegnati i dispositivi elettronici sequestrati, mentre quelli dell'ex procuratore aggiunto Venditti rimangono invece sotto sequestro, in quanto legati a un’altra inchiesta in cui è accusato di corruzione in atti giudiziari con Giuseppe Sempio, padre di Andrea – il 37enne attualmente accusato di omicidio in concorso per il delitto di Chiara Poggi nell'inchiesta della Procura di Pavia. Secondo i magistrati, nel 2017 Giuseppe Sempio avrebbe versato dei soldi all'ex procuratore Venditti per far archiviare la posizione del figlio, anche allora accusato di omicidio in concorso.

Il Tribunale del Riesame aveva già annullato il precedente sequestro disposto per quell’indagine, ma la Procura ne ha ordinato un nuovo, motivandolo in modo più ampio. Anche in questo caso, la difesa di Venditti, rappresentata dall’avvocato Aiello, ha presentato ricorso.

Intanto, il legale di Venditti intende chiedere al gip un incidente probatorio. La richiesta arriva dopo che la Procura aveva manifestato l’intenzione di procedere con un accertamento tecnico irripetibile sulla copia forense dei dispositivi già acquisiti dagli investigatori.

Nell'inchiesta sul "sistema Pavia", Venditti e Mazza sono accusati di aver ricevuto, da Cristiano D’Arena – titolare delle società Esitel e Cr Service, entrambe fornitrici di servizi per la Procura negli anni in cui Venditti era procuratore aggiunto – diverse «utilità», tra cui «pranzi presso il ristorante Da Lino» di Pavia, la «vendita di auto a prezzo inferiore a quello di mercato» e la «effettuazione gratuita di lavori di manutenzione alle auto». In cambio, avrebbero assegnato «in modo esclusivo a Esitel il servizio di noleggio degli apparati di intercettazione» e a Cr Service quello relativo alle auto di servizio della Procura, «in misura incongrua rispetto alle esigenze investigative». 

L'avvocato del pubblico ministero Mazza, Massimo Dinoia, di dice «soddisfatto» dell'esito del ricorso: «L'ordinanza ha accolto le nostre censure, che si erano appuntate in principalità sull'assoluta mancanza di indizi, ed ha reso giustizia ad un magistrato, il dott. Mazza, che si è sempre distinto per correttezza ed equilibrio», ha dichiarato il legale.

Notizia in aggiornamento

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