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delitto di garlasco

Lovati convocato in procura a Brescia. Oggi sentiti anche gli altri due legali che difendevano Andrea Sempio

Verrà ascoltato dai pm sulla presunta corruzione nell’inchiesta Sempio del 2017

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

12 Novembre 2025 - 19:27

Lovati convocato in procura a Brescia. Oggi sentiti anche gli altri due ex legali che difendevano Andrea Sempio

Un colpo di scena dietro l’altro anche questa settimana. Le novità più recenti riguardano l’ex avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, che domani pomeriggio (giovedì) verrà ascoltato dai pm di Brescia come “persona interessata” (quindi non indagato) nell’ambito del filone di inchiesta sulla presunta corruzione che coinvolge l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti e Giuseppe Sempio, il padre del 37enne attualmente indagato dalla Procura di Pavia per l’omicidio in concorso di Chiara Poggi.

Ieri i sostituti procuratori di Brescia Chiara Bonfadini e Claudia Moregola hanno sentito per quasi quattro ore anche gli altri due avvocati che nel 2017 difendevano Sempio con Lovati, ovvero Federico Soldani e Simone Grassi.

Secondo l’ipotesi dell’accusa, il padre di Sempio si sarebbe procurato dei soldi in contanti per “facilitare”, attraverso il procuratore Venditti, l’archiviazione della posizione del figlio nel 2017, ovvero nella prima inchiesta che vedeva il giovane iscritto nel registro degli indagati per il delitto Poggi. Giuseppe Sempio si è difeso, spiegando più volte che quei soldi servivano per pagare le spese e gli avvocati che assistevano il figlio.

Lovati, contattato per telefono, preferisce in questa fase non rilasciare dichiarazioni e dice di essersi affidato a un portavoce, Alfredo Scaccia, ex avvocato. Quest’ultimo, alla trasmissione di Rai3 Chi l’ha visto? ha dichiarato: «Domani (giovedì per chi legge, ndr), alle 16, Lovati si presenterà in Procura a Brescia da solo, senza l’assistenza di alcun difensore in quanto convocato. Riferirà quanto già dichiarato alla stampa». Sabato scorso l’avvocato Lovati ha trovato una lettera anonima davanti alla porta del suo studio: un biglietto con una scritta in dialetto, con cui gli si intimava di stare zitto. L’episodio è stato denunciato alle forze dell’ordine.

E, mentre la notizia della convocazione oggi pomeriggio veniva ripresa dalle varie testate, il legale di Lovati, Fabrizio Gallo, ha prima manifestato l’intenzione di rinunciato al mandato, precisando che fino a martedì sera non era arrivato alcun invito a comparire come testimone davanti ai magistrati di Brescia e di non essere stato informato della nomina di un portavoce. Dopo poco è arrivata la smentita, e la conferma che continuerà ad assisterlo; Gallo difende Lovati dalle accuse di diffamazione nei confronti degli ex legali di Alberto Stasi.

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