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omicidio di chiara poggi
22 Novembre 2025 - 16:52
Procede l’indagine della procura di Brescia sulla presunta corruzione che nel 2017 avrebbe contribuito all’archiviazione di Andrea Sempio, ora nuovamente indagato a Pavia con l'accusa di omicidio in concorso per il delitto di Chiara Poggi. I magistrati hanno sentito come persona informata sui fatti (quindi non indagata) l’ex pm di Pavia Giulia Pezzino, che firmò con l’allora procuratore aggiunto Mario Venditti la richiesta di archiviazione; Pezzino abbandonò la magistratura poco tempo dopo quei fatti. Il contenuto dell’audizione è stato secretato.
L'ex procuratore aggiunto Venditti, attualmente indagato in due diversi filoni d'inchiesta sul caso Garlasco e sul "sistema Pavia", ha nel frattempo riottenuto la restituzione di computer, telefoni e dispositivi elettronici che gli erano stati sequestrati a settembre, dopo che per tre volte il tribunale del Riesame ha annullato i provvedimenti.
IL SECONDO PIZZINO
Nel filone del caso Garlasco, insieme all'ex procuratore Venditti, è indagato anche il padre di Andrea Sempio, Giuseppe. Nei giorni scorsi è emerso che per le spese legali sostenute dalla famiglia Sempio esisterebbe un secondo appunto, che riporta altre cifre; tra le voci più definite, quelle relative a una consulenza tecnica e all’ex legale Massimo Lovati.
PERQUISIZIONE IN UNA CASA DELL'EX CARABINIERE SAPONE
Giovedì, i carabinieri hanno effettuato una perquisizione in un appartamento a Garlasco di proprietà di Silvio Sapone, ex luogotenente dell’Arma e già responsabile della polizia giudiziaria di Pavia all’epoca della prima archiviazione di Andrea Sempio. La casa è oggi in uso ad altre persone. Gli investigatori avrebbero cercato anche nella cassaforte, che però è stata trovata vuota. Sapone non risulta indagato; a settembre l'ex carabiniere era già stato sottoposto a una perquisizione presso la sua abitazione.
LA STRATEGIA DIFENSIVA DI SEMPIO IN VISTA DELL'INCIDENTE PROBATORIO
E giovedì a Roma, presso il Laboratorio Genomica, si è tenuto un vertice tra i consulenti e gli avvocati che difendono Andrea Sempio per definire la strategia in vista della chiusura dell’incidente probatorio. A dicembre – l'udienza è fissata per giovedì 18 – sono infatti attesi gli esiti dell’incidente probatorio disposto dal gip di Pavia, Daniela Garlaschelli.
Andrea Sempio, al momento unico indagato nell’inchiesta riaperta dalla Procura di Pavia per omicidio in concorso, è tornato a parlare pubblicamente, offrendo la propria versione sui rilievi genetici e sul suo ruolo nella vicenda. Intervistato dalla trasmissione Quarto Grado di Rete4, Sempio ha manifestato scetticismo rispetto alla possibilità che l’analisi scientifica possa attribuire con certezza la traccia biologica rilevata sui margini ungueali di Chiara Poggi: «Neanche l'accusa dice che è esattamente il mio Dna (…) secondo me non si arriverà a poter dire che è esattamente il mio. Torneremo a una traccia flebile, indefinita. Può essere davvero un discorso di contaminazione. Io, alla fine, frequentavo la casa».
Sempio ha anche affrontato il tema dell’impronta 33, trovata sul muro delle scale che portano in cantina, dove venne rinvenuto il cadavere di Chiara Poggi: «Era già stata classificata come non attribuibile a nessuno (…) io non credo sia attribuibile a me. Poi, se risulterà mia, va bene. In ogni caso (…) concordano sul fatto che non sia un'impronta insanguinata: è un'impronta sul muro della scala».
Sempio, intervenuto anche in tv a Cinque Minuti su Rai1, ha dichiarato di percepire «un po’ di accanimento», aggiungendo: «spero in buona fede». Ha raccontato le ripercussioni dell’inchiesta sulla sua vita: «Sono tornato a vivere nella cameretta in cui stavo una volta e a quasi 40 anni sono chiuso lì, non posso far niente, è come essere ai domiciliari». Sul tema delle domande “anticipate” prima di un interrogatorio ha sostenuto: «Quelle domande (…) erano cose già uscite sui giornali, già uscite in televisione (…) non c'era un argomento particolare che non era mai uscito prima». E rispetto alla responsabilità giudicata nei confronti di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio della fidanzata, Sempio ha ribadito: «Ad oggi il colpevole è Alberto Stasi e non ho motivo di pensare il contrario».
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