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25 novembre
25 Novembre 2025 - 18:17
Il Duomo di Vigevano illuminato in occasione del 25 novembre. L'iniziativa è a cura del Rotary Vigevano Castello (foto di Jose Lattari)
Lo scorso anno, in Lombardia, 6.342 donne hanno chiesto supporto ai Centri antiviolenza, un dato in crescita rispetto alle 5.810 prese in carico nel 2023. Lo indicano i dati Istat diffusi dalla Regione in occasione del 25 novembre, numeri che fotografano un incremento significativo delle richieste di aiuto. «Una crescita che ci deve tenere in allerta – ha osservato l’assessore regionale alle Pari opportunità Elena Lucchini – ma che, al tempo stesso, indica una maggiore consapevolezza e la capacità dei nostri servizi di intercettare e accogliere le richieste di aiuto».
L’aumento arriva in un contesto preoccupante: da gennaio a settembre 2025, in Italia, sono stati registrati 73 omicidi con vittime donne, di cui 60 commessi in ambito familiare o affettivo. In Lombardia le donne uccise sono state 16, la metà nell’area di Milano, come indicano i dati del ministero dell’Interno.
Chi chiede aiuto e da dove arrivano le segnalazioni
Più della metà delle donne seguite dai centri antiviolenza lombardi (54,4%) ha figli minori; nel 39,4% dei casi i bambini hanno assistito alle violenze. Le forme più diffuse restano quelle psicologiche (30,5%) e fisiche (23%). Gli autori sono prevalentemente mariti, conviventi o ex partner. Il 39,4% delle prese in carico riguarda la provincia di Milano.
A livello nazionale, nel primo semestre del 2025, le donne vittime di reati legati alla violenza di genere sono state 19.804, di cui 2.864 in Lombardia. In Regione il 36,7% degli autori risulta di origine straniera, dato superiore alla media nazionale.
Il nuovo piano regionale: formazione, prevenzione e autonomia
Per affrontare il fenomeno, la Regione ha approvato il nuovo “Piano quadriennale per le politiche di parità e per la prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne”, ora al vaglio del consiglio regionale. Tra le misure previste: formazione continua degli operatori, progetti rivolti a scuole e mondo giovanile, rafforzamento dei percorsi per l’autonomia abitativa ed economica delle vittime e maggiore attenzione alle situazioni di vulnerabilità, come donne con disabilità o fragilità psichiche.
«Anticipare oggi in consiglio alcune parti del nuovo piano condiviso e definito grazie alla collaborazione con la nostra rete – ha dichiarato l’assessore regionale Elena Lucchini – ha un valore simbolico e concreto: testimonia l’impegno della nostra Regione nel promuovere politiche efficaci e innovative, capaci di prevenire la violenza, proteggere le donne e sostenerle nel loro percorso verso autonomia e libertà».
La rete lombarda conta 27 reti territoriali antiviolenza, 56 centri antiviolenza e 173 case rifugio, oltre a numerosi soggetti pubblici e privati. Il modello si distingue per le collaborazioni istituzionali con ordini professionali e Prefetture e per iniziative innovative come la misura “Ri Parto” per il reinserimento lavorativo e “Una casa per ricominciare”, che mette a disposizione cento immobili per le donne vittime di abusi.
Il ruolo dei giovani: firmata la “Carta degli impegni”
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, all’Auditorium Testori è stato presentato il documento “Generazione Rispetto: adesso tocca a noi”, sottoscritto da operatrici dei Centri antiviolenza, amministratori locali e studenti universitari.
«Il ruolo delle nuove generazioni nella lotta a questo fenomeno – ha dichiarato il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana – è molto importante. Loro sono il futuro della nostra società ed è bene lo siano anche con la consapevolezza di quale debba essere il giusto comportamento da avere con le donne».
Il documento rappresenta un impegno simbolico e condiviso per promuovere comportamenti rispettosi e contrastare ogni forma di violenza. Un intervento pensato per affiancare le politiche regionali, sempre più orientate alla prevenzione. «La carta – ha sottolineato l’assessore alle Pari opportunità Elena Lucchini – si inserisce nel più ampio impegno regionale che si sviluppa attraverso iniziative di prevenzione, educazione, rafforzamento delle reti territoriali e dei servizi di protezione e che mira a contrastare tutte le forme di violenza sia quelle più note come quella fisica, quella psicologica, economica ma anche quelle più insidiose ed emergenti come quella digitale».
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