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Tod’s e l’accusa di caporalato in opifici subfornitori (uno a Vigevano), l’azienda: «Sarà garantita la dignità dei lavoratori»

La società rivendica le misure avviate per rafforzare i controlli e interrompe i rapporti con i fornitori coinvolti. Udienza rinviata al 23 febbraio

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

03 Dicembre 2025 - 11:16

Tod’s e l’accusa di caporalato in opifici subfornitori (uno a Vigevano), l’azienda: «Sarà garantita la dignità dei lavoratori»

I legali di Tod’s, noto brand del lusso, hanno depositato un’istanza al giudice per le indagini preliminari di Milano per chiedere il rinvio dell’udienza fissata sulla richiesta della Procura di imporre alla società un divieto di pubblicità per sei mesi. La misura era stata proposta dal pm Paolo Storari nell’ambito dell’inchiesta sul presunto sfruttamento della manodopera in alcune aziende terziste della filiera; uno degli opifici in cui i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro avevano rilevato irregolarità si trova a Vigevano.

Nell’atto indirizzato al gip Domenico Santoro, gli avvocati di Tod’s Francesco Mucciarelli e Luisa Mazzola spiegano che la società ha «preso atto di quanto emerge dalle verifiche effettuate dalla Procura di Milano e ha espresso la ferma intenzione di fare tutto quanto in proprio potere per garantire la sicurezza e la dignità del lavoro, valori che Tod's ritiene da sempre parte del proprio Dna». Una posizione, sostengono i difensori, accompagnata da una serie di interventi già messi in campo per evitare il rischio di nuove violazioni.

La richiesta di stop alla pubblicità era stata depositata dalla Procura a fine ottobre. Secondo l’ipotesi accusatoria, il gruppo guidato da Diego Della Valle avrebbe beneficiato consapevolmente di un «sistema illecito» che ha «generato enormi profitti grazie allo sfruttamento della manodopera cinese, pesantemente sottopagata». Per gli inquirenti, inoltre, la società non avrebbe ancora modificato il proprio modello organizzativo e continuerebbe a servirsi di alcuni fornitori coinvolti nell’indagine.

Nell’istanza dei legali, cinque pagine in tutto, la difesa sottolinea invece la «risoluzione di tutti i contratti con i fornitori della filiera» finiti sotto la lente della magistratura, dettaglio che secondo la società escluderebbe la possibilità di una reiterazione del reato. Nell’indagine risultano iscritti tre manager e la stessa Tod’s.

I legali elencano anche le misure interne adottate o in via di avvio: il rafforzamento dei sistemi di controllo, un nuovo ciclo di formazione obbligatoria per tutto il personale dal prossimo gennaio, e l’incarico conferito a un consulente esterno per potenziare il piano di audit sulla filiera. L’azienda, aggiungono, «dispone da tempo di una mappatura completa del parco appaltatori e sub-appaltatori» e ritiene che «l’adeguatezza del sistema di controllo» non sia smentita dalle risultanze attuali. Alcune irregolarità, sostengono, emergerebbero solo tramite mezzi di indagine non accessibili ai privati e riguarderebbero soggetti in gran parte ignoti alla società.

La difesa evidenzia inoltre che Tod’s aveva interrotto i rapporti con un appaltatore già a luglio, dopo l’emersione di altri procedimenti che coinvolgevano marchi del settore nella stessa Procura, e che ulteriori collaborazioni sono state successivamente chiuse.

Sulla base di queste attività, i legali sostengono che sia necessario attendere «il completamento delle attività attualmente in corso di implementazione». Il gip ha accolto la richiesta e rinviato l’udienza al 23 febbraio.

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