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depositata la nuova perizia

Caso Garlasco, dal Dna sulle unghie riscontrata «piena concordanza» con il profilo biologico di Sempio. Ma non si può escludere la contaminazione

I legali dell’indagato: «Meri dati statistici». Il 18 l’udienza in Tribunale a Pavia

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

04 Dicembre 2025 - 11:35

Caso Garlasco, dal Dna sulle unghie riscontrata «piena concordanza» con il profilo biologico di Sempio

Andrea Sempio è indagato per omicidio in concorso nella nuova indagine sul delitto di Garlasco

Il cerchio si sta per chiudere. La nuova indagine sul delitto di Garlasco è stata riaperta sul Dna riscontrato sopra le unghie di Chiara Poggi. Dna che, per la difesa di Alberto Stasi – unico condannato in via definitiva per l’omicidio della fidanzata – e per la pubblica accusa è attribuibile ad Andrea Sempio, il 37enne amico del fratello di Chiara e ora nuovamente indagato (dopo due archiviazioni) per omicidio in concorso. Le conclusioni, contenute nella relazione depositata ieri (mercoledì) dagli esperti nominati dal Gip di Pavia Daniela Garlaschelli, saranno decisive per capire cosa succederà dopo il 18 dicembre, quando è fissata l’udienza per l’incidente probatorio; quel giorno verranno illustrate le conclusioni dei nuovi accertamenti e le osservazioni degli esperti nominati dalle parti.

Lo scorso giovedì sono trapelati gli esiti della relazione effettuata dall’esperta nominata dal Tribunale, Denise Albani, genetista della polizia di Stato, che ha confrontato i dati a disposizione dei precedenti esami (il materiale biologico è stato esaurito e non è più disponibile per nuovi test di laboratorio), effettuando un raffronto su un database che contiene oltre 39.150 aplotipi provenienti da cittadini dell’Europa occidentale.

Nel 2014 quel Dna era stato ritenuto non utilizzabile. Dai nuovi accertamenti è stata invece rilevata la «piena concordanza» tra l’aplotipo Y (non è attribuibile in modo univoco a una sola persona, ma indica la componente genetica paterna), individuato su due margini ungueali di Chiara Poggi, e la linea paterna del profilo biologico di Sempio.

I difensori dell’indagato, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, hanno parlato di «meri dati biostatistici» e di risultati «non particolarmente forti» a livello statistico su un Dna «degradato, parziale, misto e non consolidato».

DALLA PERIZIA EMERGE CHE NON SI PUO' ESCLUDERE LA CONTAMINAZIONE

Resta però da chiarire in che modo quella traccia biologica sia finita sulle mani della vittima. Cioé, se per contatto diretto negli istanti del delitto. Oppure per trasferimento da un altro oggetto (ad esempio, la tastiera del pc) con cui è entrato in contatto anche Sempio, che all’epoca dell’omicidio frequentava la casa di via PascoliAggiornamento: nella perizia, depositata ieri, della genetista nominata dal Gip Denise Albani, si legge che dalle tracce genetiche estrapolate dalle unghie della vittima, «non è possibile stabilire con rigore scientifico se provengano da fonti del Dna depositate sotto o sopra le unghie della vittima e, nell'ambito della stessa mano, da quale dito provengano; quali siano state le modalità di deposizione del materiale biologico originario; perché ciò si sia verificato (per contaminazione, per trasferimento avventizio diretto o mediato)» e infine «quando sia avvenuta la deposizione».

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