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l'operazione
16 Dicembre 2025 - 16:47
Una vasta operazione contro un’organizzazione criminale specializzata in truffe agli anziani ha portato nelle scorse ore all’arresto di 21 persone. L’operazione è stata condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Genova, con il supporto dei Comandi dell’Arma dei territori interessati. Gli arrestati (15 in carcere, 2 ai domiciliari 4 sottoposti all’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria) sono accusati di associazione per delinquere finalizzata a truffe, ricettazione, riciclaggio e autoriciclaggio. Le indagini hanno rivelato un’organizzazione che ha messo in atto almeno 33 truffe (27 consumate e 6 tentate) ai danni di persone anziane e vulnerabili, per un valore di beni sottratti che supera i 300mila euro. Le truffe si sono verificate tra maggio 2024 e gennaio 2025 in numerosi Comuni italiani, tra cui Pavia e Voghera, oltre a Genova, Chiavari, Verona, Roma, Latina, Ottaviano, Cosenza, Lamezia Terme, Palermo e Monreale.
Un gruppo criminale dedito alle truffe agli anziani e strutturato in telefonisti, trasfertisti e corrieri. #Carabinieri Genova documentano 33 episodi, con profitti per oltre 300mila euro. 21 arresti e sequestro di beni. Trovati 160mila euro in contanti ➡️https://t.co/q3X12KaKsj pic.twitter.com/qcMK7YZBUE
— Arma dei Carabinieri (@_Carabinieri_) December 16, 2025
Il modus operandi
Le vittime venivano contattate telefonicamente dai malviventi, che si spacciavano per forze dell’ordine o avvocati: riferivano che un parente dell’anziano, solitamente un figlio o un nipote, era rimasto coinvolto in un incidente stradale grave. Per evitare l’arresto del congiunto, veniva richiesto un pagamento urgente per una "cauzione" destinata a risarcire il ferito.
In alcuni casi, i truffatori inducevano le vittime a consegnare soldi e gioielli, che venivano successivamente prelevati da incaricati (i “trasfertisti”). Nel frattempo, il “telefonista” manteneva costante il contatto telefonico, cercando di non far sospettare la vittima e spingendola a fare la consegna il più velocemente possibile.
La rete dei truffatori si serviva di appartamenti e bed & breakfast usati come "call center", e di attività (in particolare due laboratori orafo abusivi a Napoli) per riciclare i gioielli rubati.
Sequestri e recupero dei beni
Tra i beni sequestrati nel corso delle operazioni figurano un laboratorio orafo abusivo a Napoli nel Borgo di Orefici, un’abitazione a Napoli Poggioreale acquistata con i proventi illeciti, un’agenzia di scommesse, oltre a veicoli e ingenti somme di denaro in contante. Nella casa di uno degli arrestati, sono stati trovati 120mila euro nascosti dentro uno scaldabagno, mentre un altro indagato nascondeva 40mila in contante.
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