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18 Dicembre 2025 - 11:11
Due stabilimenti clandestini dedicati alla produzione e allo stoccaggio di sigarette di contrabbando sono stati scoperti e sequestrati dalla Guardia di finanza nelle province di Milano e Pavia. Uno degli opifici illegali si trovava a Sannazzaro de’ Burgondi. L’operazione, condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Milano insieme al Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, ha portato all’arresto in flagranza di 17 persone e al sequestro di oltre 33 tonnellate di tabacchi e sigarette. I due siti erano veri e propri opifici occulti, attrezzati per l’intero ciclo produttivo: dalla lavorazione del tabacco al confezionamento finale delle sigarette, fino allo stoccaggio della merce pronta per essere immessa sul mercato illecito. All’interno, sono stati identificati 17 lavoratori di nazionalità ucraina e moldava, impiegati nelle attività di produzione; sono stati tutti arrestati con l’accusa di contrabbando di tabacchi lavorati e contraffazione.
A inizio dicembre i militari delle Fiamme Gialle di Pavia avevano scoperto un mezzo pesante parcheggiato nell’area industriale tra Certosa di Pavia e Borgarello con un carico da oltre 7 tonnellate di tabacco lavorato. Un quantitativo sufficiente, secondo le stime degli investigatori, per la realizzazione di circa 7 milioni di sigarette contraffatte.
I NUMERI DEL SEQUESTRO
Complessivamente sono state recuperate oltre 30 tonnellate di tabacco, tra grezzo e lavorato, e circa 3 tonnellate di sigarette, in gran parte già confezionate in pacchetti recanti marchi contraffatti riconducibili a noti brand del settore. Il valore commerciale stimato della merce supera gli 8 milioni di euro.

LA PRODUZIONE ILLEGALE
Gli stabilimenti non erano collegati alla rete elettrica tradizionale: l’intera produzione veniva alimentata da gruppi elettrogeni, una scelta mirata a evitare che eventuali anomalie nei consumi di energia potessero far emergere la presenza di macchinari industriali in funzione. Negli ambienti più interni, privi di illuminazione naturale, erano stati ricavati anche alloggi di fortuna per i lavoratori, costretti a vivere all’interno dei capannoni.
Durante l’accesso ai siti, effettuato con il supporto delle Fiamme Gialle di Pavia, i militari hanno trovato linee produttive sofisticate e perfettamente operative. I processi erano in gran parte automatizzati e ad alta velocità, in grado di assemblare le sigarette e confezionare i pacchetti partendo dal tabacco trinciato. Accanto alle macchine, erano stoccate ingenti quantità di materiali accessori – filtri, cartine, cartoncini per il packaging – anch’essi contraffatti e riconducibili a marchi internazionali autorizzati.
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