Cerca

come funziona

Truffa del “money muling”: dieci persone denunciate a Vigevano, recuperati 5.500 euro

L’indagine dei carabinieri, partita dalla segnalazione di un 44enne, ha portato all’identificazione di soggetti coinvolti in un giro di riciclaggio verso criptovalute

Ilaria Dainesi

Email:

ilaria.dainesi@ievve.com

10 Gennaio 2026 - 10:58

Truffa del “money muling”: dieci persone denunciate a Vigevano, recuperati 5.500 euro

C’è una forma di truffa sempre più diffusa che passa da offerte di lavoro apparentemente semplici e ben pagate: è il cosiddetto "money mule", (mulo di denaro) cioé una persona che trasferisce ad altri del denaro ricevuto da una terza parte. Chi accetta diventa, spesso senza rendersene conto, ingranaggio di un sistema di riciclaggio, prestando il proprio conto o la propria carta di credito per far transitare denaro di provenienza illecita, in cambio di una piccola commissione. È uno schema noto anche alle banche, che lo segnalano come una delle principali minacce nella sicurezza digitale. È dentro questo meccanismo che si inserisce l’indagine condotta dai carabinieri della Stazione di Vigevano, che giovedì hanno denunciato dieci persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di truffa e di riciclaggio in concorso.

L’attività investigativa nasce dalla querela presentata il 14 ottobre scorso da un uomo di 44 anni, residente nella città ducale. La vittima ha raccontato di aver accettato un’offerta di lavoro online che prevedeva la visualizzazione di video su piattaforme internet, in cambio di un compenso economico. Dopo alcuni giorni, con la promessa di sbloccare una ricompensa più consistente, l’uomo è stato convinto a effettuare diverse ricariche su carte Postepay riconducibili ai truffatori, per un totale di 6.600 euro.

In seguito alla denuncia, i militari dell'Arma hanno avviato accertamenti mirati sui flussi di denaro e sui conti collegati alle carte utilizzate. Le indagini hanno portato all’identificazione di dieci soggetti che contribuivano a riciclare denaro di provenienza illecita. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il denaro veniva fatto transitare attraverso più passaggi fino a confluire in un portafoglio elettronico in criptovalute

Nel corso delle attività investigative sono stati sequestrati quattro conti correnti di Poste Italiane. L’operazione ha consentito di recuperare gran parte della somma versata dalla vittima: 5.500 euro, su 6.600. Le indagini sono tuttora in corso; gli inquirenti non escludono la presenza di ulteriori responsabili, né l’esistenza di altre vittime coinvolte nello stesso schema fraudolento.

A COSA PRESTARE ATTENZIONE

«In un periodo in cui le truffe sono all'ordine del giorno, la consapevolezza rappresenta il primo passo per proteggersi da queste insidie – fanno sapere dall'Arma dei carabinieri – Le tecniche adottate dai truffatori, per quanto subdole e fantasiose, seguono spesso schemi ricorrenti. Riconoscerli è fondamentale per evitare di cadere nella loro rete. Sul sito www.carabinieri.it è possibile trovare consigli pratici e immediati per proteggervi dalle truffe più comuni della vita quotidiana. Particolare attenzione va prestata a richieste che coinvolgono il trasferimento di denaro. Se qualcuno chiede di trasferire del denaro utilizzando il tuo conto corrente in cambio di un compenso, potresti diventare inconsapevolmente complice di un reato. Nel caso in cui si sospetti di essere già coinvolti in questo raggiro, è essenziale interrompere immediatamente qualsiasi trasferimento di denaro e avvisare le forze dell’ordine. Agire tempestivamente può limitare i danni e facilitare l’intervento delle autorità competenti».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su L'informatore

Caratteri rimanenti: 400