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Il processo
16 Gennaio 2026 - 12:35
I carabinieri a Cilavegna e (nel riquadro) la vittima
Era stato ucciso tra martedì e mercoledì 28 agosto 2024 massacrato di botte. Dell’efferato delitto dell’operatore ecologico di Cilavegna Giuseppe Sgroi, 54 anni (lavorava alla piazzola) è accusato il fratello Massimo Sgroi, 53 anni, che si trova sul banco degli imputati della Corte d’Assise di Pavia presieduta dalla giudice Elena Stoppini accusato di omicidio volontario. La prossima udienza è fissata per lunedì, quando riprenderà il processo. La stessa accusa era stata formulata anche a carico di Giuseppe Di Stefano, che in quella notte si trovava ospite nella stessa casa dei due fratelli Sgroi in via Dei Mille a Cilavegna. Per Di Stefano, però, è arrivata a luglio l’assoluzione quando scelse la formula del rito abbreviato in sede di udienza preliminare. La Procura ha impugnato la sentenza, ma ora anche la Corte d’Assise d’Appello di Milano ha confermato l’assoluzione e Di Stefano esce definitivamente di scena assolto per non aver commesso il fatto. Era difeso dall’avvocata Licia Sardo. A dicembre, nell’ultima udienza a Pavia lo stesso Di Stefano era stato chiamato a testimoniare, ma ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Non essendoci la sua versione sugli eventi di quella notte il possibile movente resta quindi quello ipotizzato dagli inquirenti, ovvero di una lite violenta nata a causa del fatto che Giuseppe da tempo pressava il fratello affinchè cercasse un lavoro. Massimo Sgroi è difeso dall’avvocato Mirko Danieli.
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