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La vicenda

Garlasco, niente sequestro per i dispositivi dell’ex pm Venditti. Lo conferma anche la Cassazione

Il legale Domenico Aiello: «Non ci sono ragioni concrete per scandagliare i milioni di dati contenuti nel pc»

Bruno Romani

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bruno.romani@ievve.com

16 Gennaio 2026 - 17:17

Delitto di Garlasco, niente sequestro per i dispositivi dell’ex pm Venditti. Lo conferma anche la Cassazione

Il legale Domenico Aiello e l'ex pm Venditti

La Cassazione oggi (venerdì) ha respinto il ricorso dei pm bresciani contro la decisione del Riesame di annullare il sequestro dei dispositivi dell'ex magistrato di Pavia Mario Venditti, indagato per corruzione in atti giudiziari nel caso Garlasco, assieme a Giuseppe Sempio, padre di Andrea. L'avvocato Domenico Aiello, difensore dell'ex procuratore di Pavia Mario Venditti, nella memoria depositata scrive: «L'ipotesi di corruzione contestata non coinvolge né i legali della famiglia Sempio, né i suoi consulenti tecnici, né la polizia giudiziaria in servizio all'epoca, sicché non si comprendono le ragioni, concrete ed effettive, per cui debbano scandagliarsi milioni di dati contenuti nei pc, telefoni, tablet del dottor Venditti».    

Il difensore ha ricordato che i pm bresciani hanno «tentato l'indiscriminata apprensione di tutti i devices telematici ed elettronici in uso all'indagato, senza previa selezione dei dati, personali, sensibili e riservati in essi contenuti, indubbiamente estranei alle finalità investigative». E «non basta fornire limiti di tempo all'estrazione dei dati di interesse, se l'intervallo proposto è talmente esteso (11 anni) da rendere la perimetrazione richiesta sostanzialmente inesistente».

Sempre per la difesa, era chiaro «l'intento esplorativo di chi indaga che, pur dinanzi ad una ipotesi delittuosa chiara e circoscritta, e pur disponendo di atti di indagine», come testimonianze e accertamenti bancari, intendeva «passare al setaccio l'intera vita dell'indagato».

Il Riesame aveva annullato il decreto di sequestro probatorio della Procura bresciana del 24 ottobre, dopo l'annullamento del precedente sempre nell'inchiesta per corruzione in atti giudiziari che vede indagato anche Giuseppe Sempio, padre di Andrea. Decisione che aveva riguardato anche il sequestro sui dispositivi degli ex carabinieri pavesi Giuseppe Spoto e Silvio Sapone. I giudici avevano ordinato per tutti e tre la restituzione" di tutti i beni sequestrati, assieme «ai dati eventualmente già estrapolati».    

Il legale Aiello, in particolare, aveva fatto notare che, oltre all'assenza di gravi indizi di colpevolezza, la Procura anche nel secondo decreto sul caso Garlasco non aveva indicato parole chiave per effettuare le analisi sui dispositivi, volendo portare avanti una ricerca a tappeto ed estesa a livello temporale per 11 anni, dal 2014, quando il magistrato divenne procuratore aggiunto a Pavia, fino al 2025. Tesi accolta dai giudici del Riesame. Oggi è stato depositato il dispositivo della Cassazione, sesta sezione penale, che boccia il ricorso della Procura del 3 dicembre. I pm bresciani avevano sostenuto nel ricorso che «pretendere una puntuale individuazione" di «specifiche 'parole chiave» determinerebbe «un gravissimo e irrecuperabile “vulnus” alla completezza dell'indagine», che ipotizza che l'ex procuratore pavese abbia incassato soldi per favorire l'archiviazione di Sempio nella prima inchiesta del 2017 a suo carico per l'omicidio di Chiara Poggi. Venditti ha sempre respinto le accuse.    

Tra l'altro, sempre il Riesame bresciano aveva annullato anche i decreti di sequestro nell'inchiesta sul presunto "sistema Pavia", filone intrecciato con quello sul caso Garlasco. Annullati, oltre che per mancanza di parole chiave per le ricerche sulla posizione di Venditti, anche proprio nel merito dell'assenza di indizi nelle indagini a carico del magistrato in pensione e del pm Pietro Paolo Mazza, prima a Pavia e ora a Milano. A Venditti a fine novembre erano stati riconsegnati i dispositivi, tra cui pc, telefoni e chiavette, che gli erano stati presi il 26 settembre, con le prime perquisizioni nella tranche che vede indagato anche Giuseppe Sempio, padre di Andrea.

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