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lomellina
21 Gennaio 2026 - 17:31
(foto di repertorio da Wikipedia)
Un lupo gravemente ferito, trovato nei giorni scorsi nelle campagne attorno a Sommo, è morto poche ore dopo il recupero. In un primo momento si era ipotizzato un investimento stradale, ma gli accertamenti radiografici hanno chiarito la causa delle lesioni: l’animale era stato colpito da un’arma da fuoco. La segnalazione era arrivata alla polizia provinciale, che ha attivato il Centro di recupero animali selvatici (Cras).
Sulla vicenda è intervenuta la Leal, Lega Antivivisezionista, che ha presentato denuncia e affidato a una nota la propria posizione. Attraverso il responsabile fauna selvatica Cristiano Fant, l’associazione collega l’episodio a un quadro più ampio di criticità nella tutela della biodiversità. «Alla luce dell'ennesimo caso di bracconaggio, si conferma la pericolosità degli uomini nei confronti della biodiversità. Ogni lupo ucciso è un grave danno per l'ambiente ed è il risultato di una cultura atavica e limitata, oltre che di evidenti mancanze in tema di prevenzione. L'Italia è la fotografia di un mondo che non sa convivere con se stesso: una specie che si autodefinisce "la più evoluta" ma che continua a essere la più violenta e dannosa del pianeta, incapace persino di porre rimedio ai propri errori. Se il Senato voterà sì al declassamento, prepariamoci a una strage che moltiplicherà i circa 300 lupi uccisi ogni anno».
Il riferimento è alla scelta dell’Italia di aderire al declassamento dello stato di protezione del lupo, approvata dalla Camera nel dicembre scorso. Una decisione che Leal contesta apertamente, ribadendo la propria contrarietà a una gestione della specie che, secondo l’associazione, non sarebbe supportata da basi scientifiche adeguate.
L’organizzazione ha già presentato un ricorso contro il provvedimento e annuncia ulteriori iniziative: «Siamo pronti a intervenire in tutte le sedi contro il declassamento in Italia», si legge nella nota. Fant aggiunge: «Grave sarebbe il pregiudizio che ne deriverebbe, poiché non esistono basi scientifiche valide a sostegno di una decisione tanto pesante, che rischierebbe di compromettere in modo irreversibile l'equilibrio ambientale».
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