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LO STUDIO PRODOTTO DALL'ASSOCIAZIONE DEI PENDOLARI

Treni, lo studio di MiMoAl ad un mese dallo spostamento del capolinea: miglioramenti, criticità e proposte

Poi la richiesta: Trenord migliori sensibilmente il suo processo produttivo, logistico e manutentivo

Umberto Zanichelli

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umberto.zanichelli@ievve.com

23 Gennaio 2026 - 17:23

Treni, lo studio di MiMoAl ad un mese dallo spostamento del capolinea: miglioramenti, criticità e proposte

Un convoglio della tratta Milano-Mortara

Il quadro della situazione a più di un mese dal cambio di orario e di capolinea, ora a Rogoredo, della linea ferroviaria Milano-Mortara, ma anche una serie di proposte per migliorare il servizio. Lo fa lo studio messo a punto dall’associazione MiMoAl, che raggruppa i pendolari della tratta.

«Tra i vantaggi che la scelta ha comportato – spiega il presidente Franco Aggio – ci sono la connessione con la lunga percorrenza e i collegamenti regionali, quella con la zona sud di Milano attraverso la linea di cintura. Ma anche l’introduzione di due nuove corse, quella da Mortara alle 5.03 e quella da Milano Rogoredo alle 5.56, entrambe molto apprezzate; il mantenimento delle 48 corse complessive tra il lunedì ed il venerdì e quelle settimanali passate da 317 a 320».

Ma ci sono anche parecchie criticità. «Intanto il cambio forzate delle abitudini dei viaggiatori – sottolinea Aggio – e la percezione negativa legata all’aumento dei prezzi dei biglietti e degli abbonamenti rispetto alla qualità del servizio. Ci sono poi problemi di accessibilità a San Cristoforo e l’assenza di tettoie sulle banchine della fermata di Romolo». Secondo il monitoraggio effettuato dall’associazione emergono il sovraffollamento dei convogli; il cambio di capolinea ha spinto il 20% dei viaggiatori a San Cristoforo e la restante parte a Romolo. Alle fermate di Romolo, Tibaldi e Scalo Romana le informazione visive e sonore rivolte all’utenza non sono in linea con il susseguirsi delle corse R31, S9 e S19 e poi ci sono i guasti che da metà dicembre a metà gennaio hanno interessato l’infrastruttura soprattutto tra Abbiategrasso, Albairate e San Cristoforo. In quello stesso periodo le soppressioni delle corse, 81 su 1.500, rappresentano il 5,4% del totale cioè tre volte e mezza l’obiettivo che Trenord si era data e più del doppio dell’obiettivo previsto dal contratto di servizio sulla R31.

Poi c’è la S19. «Secondo noi è una scommessa – analizza il presidente di MiMoAl – che abbiamo supportato in modo convinto che però al momento si sta rivelando persa perché il flusso è scarso, il potenziale bacino si sovrappone a quello della S9 e i ripetuti guasti hanno minato la fiducia dei pochi viaggiatori».

Ecco allora le proposte. «A nostro modo di vedere i previsti investimenti sulle infrastrutture di San Cristoforo e Romolo devono essere anticipati prima possibile; diventa prioritario implementare le informazioni in stazione e sui canali digitali tra Romolo e Scalo Romana; l’aggiunta di corse sulla R31 e il prolungamento fino a Melegnano della S9. Da ultimo - conclude Aggio – facciamo un accorato appello a Trenord affinché migliori sensibilmente il suo processo produttivo, logistico e manutentivo».

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