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le indagini dei carabinieri di candia lomellina

Money Mule: dalla truffa delle polizze assicurative "low cost" sul web, alla scoperta di una rete di riciclaggio

Dieci denunciati. Il sistema era stato concepito per rendere non tracciabili i flussi di denaro

Ilaria Dainesi

Email:

ilaria.dainesi@ievve.com

29 Gennaio 2026 - 16:27

Money Mule: dalla truffa delle assicurazioni low cost sul web, alla scoperta di una rete di riciclaggio

Da un falso annuncio online per una polizza assicurativa a basso costo, si è scoperto un sistema strutturato di trasferimenti di denaro concepito per rendere difficile la tracciabilità dei flussi finanziari. L’indagine condotta dai carabinieri della Stazione di Candia Lomellina si è conclusa ieri, mercoledì, con la denuncia in stato di libertà di dieci persone alla Procura della Repubblica di Pavia. Dovranno rispondere, a vario titolo, di truffa e di riciclaggio in concorso.

Gli accertamenti sono partito in seguito alla denuncia presentata nell’agosto scorso da un 29enne, il quale si era rivolto ai militari dell’Arma dopo essersi accorto di essere stato raggirato durante l’acquisto online di una polizza assicurativa mai ricevuta. Secondo quanto ricostruito, il giovane aveva risposto a un annuncio pubblicato sul web, apparentemente affidabile e particolarmente vantaggioso dal punto di vista economico. Convinto della bontà dell’offerta, aveva effettuato un bonifico di circa 570 euro, senza però poi ottenere alcun servizio in cambio.

I carabinieri hanno così scoperto così un meccanismo più ampio e organizzato, gestito da diverse persone, ciascuna con compiti distinti, riconducibili alla figura dei cosiddetti “Money Mule”: soggetti che ricevono denaro spesso proveniente da attività illecite e lo trasferiscono successivamente ad altri, sia tramite strumenti digitali sia in contanti, trattenendo una percentuale come compenso. Si tratta di un sistema che consente di ostacolare l’individuazione dell’origine dei fondi e di agevolare il riciclaggio.

Nel corso delle attività investigative, i militari hanno richiesto e ottenuto il sequestro di alcuni conti correnti bancari, sui quali è stata ricostruita una movimentazione complessiva per circa 60 mila euro. Tra queste somme figurano anche i 570 euro versati dal 29enne che ha dato avvio all’inchiesta. Gli accertamenti proseguono; non si esclude, infatti, la presenza di ulteriori responsabili o di altre vittime che potrebbero essere cadute nello stesso tipo di raggiro, basato su offerte assicurative fittizie e canali di pagamento apparentemente regolari.

Chi sono i “money mule”

I money mule sono persone che mettono a disposizione il proprio conto corrente o altri strumenti di pagamento per ricevere e trasferire denaro di origine illecita. Le banche avvertono che anche chi svolge questo ruolo come “favore” o in cambio di piccole somme può essere ritenuto penalmente responsabile. Il sistema serve a rendere più difficile la tracciabilità dei fondi e a mascherarne la provenienza.


Le raccomandazioni dell’Arma dei carabinieri

In un periodo in cui le truffe sono sempre più frequenti, la consapevolezza rappresenta il primo passo per proteggersi da queste insidie. I truffatori adottano tecniche subdole e ingannevoli, spesso seguendo schemi ricorrenti che è fondamentale riconoscere per evitare di cadere nella loro rete. Sul sito www.carabinieri.it è possibile trovare consigli pratici e immediati per proteggervi dalle truffe più comuni della vita quotidiana.  

Particolare attenzione deve essere prestata alle richieste di trasferimento di denaro. Se qualcuno dovesse chiedere di utilizzare il proprio conto per trasferire somme di denaro in cambio di un compenso, potresti diventare inconsapevolmente complice di un reato. Nel caso in cui si sospetti di essere già coinvolti in situazioni simili, è fondamentale interrompere immediatamente qualsiasi trasferimento di denaro e avvisare le forze dell’ordine. Agire tempestivamente può limitare i danni e facilitare l’intervento delle autorità competenti.

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