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La sicurezza

Olimpiadi, quelle medaglie che non si vedono: il grande lavoro della Protezione civile

Con il presidente del Parco del Ticino, Ismaele Rognoni in Valtellina, dove operano 630 volontari tra cui il gruppo della Protezione civile del parco e i volontari di Vigevano

Mario Pacali

Email:

mario.pacali@ievve.com

21 Febbraio 2026 - 09:59

Ci sono medaglia che non si vedono. Ci sono protagonisti che non finiscono sotto i riflettori, nomi e volti che non vediamo in televisione o sulle cronache sportive di queste Olimpiadi invernali che si stanno avviando alla conclusione. Stiamo parlando della più grande squadra in campo: la Protezione civile di Regione Lombardia. 630 tra uomini e donne che da settimane sono operativi presso il campo base di Lovero, in Valtellina, la grande cabina di regia, il prezioso e fondamentale supporto alle forze dell’ordine al fine di di garantire un'efficace cornice di sicurezza per lo svolgimento dei Giochi Olimpici, attraverso un approccio integrato che comprende la prevenzione dei rischi, la pianificazione degli interventi e la gestione coordinata e tempestiva della risposta alle emergenze. Tra le squadra impegnate nella gestione di questo evento di portata mondiale, anche i volontari della Protezione Civile del Parco del Ticino, unitamente ad una squadra di Protezione civile di Vigevano. Giovedì siamo stati al seguito del presidente del Parco, il vigevanese Ismaele Rognoni, durante la sua visita al quartier generale della Protezione civile di Lovero, quindi al campo base di Morbegno. Il numero uno dell’ente di Pontevecchio di Magenta, ha voluto salutare uomini e donne che da settimane si alternano in tre turni per permettere uno svolgimento regolare degli eventi, ma soprattutto essere di supporto per attività logistiche e di assistenza alle comunità ed a coloro che viaggiano verso i centri dove si svolgono le varie gare. «Dietro ogni grande evento - ha detto Rognoni - ci sono turni lunghi, responsabilità, spirito di servizio e tanta dedizione silenziosa. I nostri volontari stanno dimostrando, ancora una volta, cosa significhi mettersi a disposizione dell’Italia con professionalità e cuore».

 

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