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LE TRE CROCI CITTADINE IMPEGNATE NEI DIVERSI SITI

Olimpiadi, le medaglie che non si vedono: il contributo silenzioso ma fondamentale dei soccorritori

Per tutti è stata «una esperienza indimenticabile»

Umberto Zanichelli

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umberto.zanichelli@ievve.com

26 Febbraio 2026 - 15:56

Un contributo silenzioso ma fondamentale per garantire la sicurezza degli atleti, dei tecnici e del pubblico che ha assistito alle gare delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina appena concluse. È stato quello dei soccorritori di Croce Rossa, Croce Azzurra e Croce Verde di Vigevano impegnati nelle diverse strutture sportive della Lombardia.

«Croce Rossa - spiega il presidente del Comitato di Vigevano, Marco Bonacina - ha garantito oltre all’assistenza sanitaria, quella logistica, le telecomunicazioni e il supporto organizzativo in alcune delle principali località delle competizioni. Diverse squadre hanno operato tra Milano e Livigno con personale specializzato e mezzi. È stata una esperienza impegnativa ma nella quale con orgoglio abbiamo “fatto la nostra parte” in un evento di portata mondiale».

«Quella olimpica è stata un’esperienza unica - commenta Cesare Zangani, consigliere e segretario della Croce Azzurra - A rendere indimenticabile l’evento non sono stati solo gli atleti ma anche la complessa macchina organizzativa della sicurezza e del soccorso. Noi abbiamo prestato servizio nelle “venue” milanesi garantendo assistenza sanitaria su tre fronti: al Forum di Assago, a Rho Fiera e a Santa Giulia. Per l’evento Cinzia Capece è stata responsabile del coordinamento e contatto con Anpas Lombardia per la gestione degli invii delle squadre alle venue. Per Croce Azzurra è stato un orgoglio esserci. L’Olimpiade si chiude ma a noi resta il bagaglio di una esperienza irripetibile».

«L’esperienza è stata semplicemente favolosa ed entusiasmante - è il commento di Alessia Pallanza della Croce Verde - Per tutti è stato un percorso formativo e davvero stimolante: non siamo abituati a gestire soccorsi in tempi così rapidi, su ghiaccio e dovendo comunicare quasi esclusivamente in inglese. Questa occasione ci ha offerto la possibilità di sperimentare un tipo di intervento completamente diverso dal quello della nostra routine quotidiana. È stato molto bello constatare la cooperazione tra tutti i partecipanti tra i quali si è creato un clima positivo, elemento che ha reso ancora più piacevole e significativa questa esperienza che è stata per tutti noi unica ed arricchente e che lascerà un ricordo che nessuno potrà dimenticare».

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