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DOPO L'INIZIO DELLA CRISI IN MEDIO ORIENTE

Le testimonianze dei vigevanesi bloccati a Dubai: «La situazione è tranquilla, per ora nessuna indicazione sul possibile rientro»

Il rischio maggiore è rappresentato dai detriti dei droni abbattuti

Umberto Zanichelli

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umberto.zanichelli@ievve.com

01 Marzo 2026 - 12:54

Le testimonianze dei igevanesi bloccati a Dubai: «La situazione è tranquilla, per ora nessuna indicazione sul possibile rientro»

Una veduta di Dubai dalla Msc Euribia sulla quale si trovano quattro vigevanesi

Avevano appena concluso la loro crociera nel Golfo Persico toccando Emirati Arabi, Qatar e Bahrein e questa sera avrebbero dovuto rientrare in Italia. Quattro vigevanesi sono bloccati a bordo della Msc Euribia al largo di Dubai. «La situazione è tranquilla – racconta Andrea Gelo in vacanza con Antonio Marchetti e le rispettive famiglie – perché Dubai non è sotto attacco. Ieri, quando in Italia era pomeriggio, alcuni frammenti di droni intercettati dalla contraerea di Dubai sono caduti sul Fairmont, uno degli hotel dell’isola di Palm Jumerirah e sul Burj Al Arab, l’albergo simbolo dell’emirato noto come La Vela. Abbiamo visto tutto da lontano perché ci troviamo a diverse decine di chilometri. Noi abbiamo concluso la nostra vacanza – racconta ancora – ma a bordo con noi c’è anche una famiglia di Trecate che è salita ieri e che non ha idea di come proseguirà la vacanza. Il comandante della nave ci ha rimandati a questa sera per avere notizie sul rientro che sarà possibile solo quando verrà riaperto lo spazio aereo. Ci sarebbe l’alternativa di un rientro via mare, impossibile però perché è chiuso lo stretto di Hormuz. Quindi aspettiamo l’evoluzione della situazione per capirne di più».

A Dubai per ragioni di lavoro c’è il vigevanese Alessandro Rovida. «Qui è tutto tranquillo – racconta – nessuno si aspettava una situazione simile perché non c’erano stati segnali in questo senso. Da quando è iniziato tutto riceviamo alert tramite cellulare con i quali ci informano di stare chiusi in casa e lontani dalle finestre».

Il governo ha disposto che non possano essere diffuse fotografie o video. «In questo momento – aggiunge – il rischio maggiore è rappresentato dalla caduta dei detriti dei droni abbattuti ma qui la vita va avanti quasi come nulla fosse, le spiagge sono abbastanza affollate e anche i centri commerciali. So da vari gruppi che ci sono italiani che hanno provato a raggiungere l’Oman, il cui spazio aereo è aperto, per rientrare ma sembra che in tarda mattinata abbiano chiuso le frontiere. Ogni tanto sentiamo delle esplosioni in lontananza – conclude – sulla zona del porto e delle basi. Io vivo nel quartiere di Jumeirah Village Circle che è considerato sicuro perché non si trova sulla costa e non è vicino all’aeroporto».

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